Il prezzo dell’argento sfonda i 40 dollari. Non succedeva dal 2011
L’argento sta beneficiando della corsa ai beni rifugio e di un’offerta limitata, con le banche d’investimento che intravedono ancora margini di rialzo.
L’argento sta beneficiando della corsa ai beni rifugio e di un’offerta limitata, con le banche d’investimento che intravedono ancora margini di rialzo.
L’aumento delle scorte LME e i dazi USA spingono i prezzi al ribasso, mentre domanda trainata dalle energie rinnovabili e la scarsità di rottami in Europa creano squilibri che mettono a rischio la stabilità del settore.
ArcelorMittal ha aumentato i prezzi dei coil laminati a caldo a 610 euro per tonnellata (EXW) per le consegne del quarto trimestre.
I dazi di Trump hanno spinto i rottami verso gli USA, lasciando gli impianti europei senza materia prima. Bruxelles prepara misure straordinarie per evitare il collasso di un settore strategico per la transizione verde.
La Commissione Europea sostiene che l’overcapacity dell’acciaio nella UE sia ormai un problema del passato, nonostante i dati continuino a mostrare una capacità produttiva superiore alla domanda.
Gli esportatori statunitensi di rame di scarto stanno aggirando i dazi cinesi del 10% deviando le spedizioni attraverso paesi terzi come Canada e Vietnam (ma forse anche paesi europei).
Il lungo braccio di ferro sulle scorte LME di alluminio sta perdendo forza. Dopo mesi di movimentazioni nei magazzini di borsa, i volumi si sono ridotti e la capacità di stoccaggio è in calo.
UBS rivede al rialzo le sue previsioni sull’oro. Il metallo rifugio potrebbe raggiungere i 3.700 dollari nel 2026, spinto dalla domanda delle banche centrali, dagli ETF e dal crescente processo di de-dollarizzazione.
Il nichel tornerà al centro della scena globale? Non solo per le batterie dei veicoli elettrici, ma anche per l’industria militare, che richiede acciai speciali ad alte prestazioni.
I produttori europei di alluminio devono affrontare una triplice sfida: le importazioni cinesi a basso costo, l’aumento dei dazi USA e la capacità delle Big Tech di pagare prezzi elevati per l’energia.
Mentre la Cina ha realizzato oltre la metà del produzione globale di acciaio, l’India avanza con forza e l’Europa punta su decarbonizzazione e tecnologie di nicchia.
Negli ultimi sessant’anni la domanda di fertilizzanti a base di potassio è cresciuta più rapidamente della popolazione e della produzione agricola, diventando un elemento chiave per sfamare un pianeta sempre più popoloso e con meno terra coltivabile.
La corsa ai data center per l’Intelligenza Artificiale sta moltiplicando la domanda di rame. Rischiamo un deficit globale di 6 milioni di tonnellate entro il 2035.
Il prezzo del litio e le azioni dei produttori sono schizzati al rialzo dopo la chiusura di una grande miniera in Cina da parte di CATL.
A luglio i prezzi del rame al COMEX hanno registrato un’estrema volatilità, raggiungendo un picco del 41,74% rispetto ai livelli di gennaio, prima di crollare del 24,56%.
Dopo quasi mezzo secolo di declino della metallurgia statunitense, Trump vuole recuperare le industrie strategiche perdute.
Le fonderie di rame cinesi potrebbero dover ridurre la produzione rispetto ai livelli record degli scorsi mesi, a causa soprattutto di carenza di minerale.
ArcelorMittal fermerà l’altoforno n. 3 del suo stabilimento di Dąbrowa Górnicza a causa dei margini non sostenibili dovuti ai bassi prezzi dell’acciaio e agli elevati costi operativi.
Dopo mesi di profitti record, l’arbitraggio sul rame si è trasformato in un incubo logistico e finanziario, con tonnellate di metallo bloccate nei posti sbagliati e il crollo delle quotazioni al COMEX.
Il mercato globale del rame è stato sconvolto dalla decisione di Donald Trump di imporre dazi del 50% su molti prodotti in rame, escludendo però il metallo raffinato.
Anche se i prezzi dell’alluminio hanno raggiunto i massimi da 4 mesi, tra dazi, tensioni geopolitiche e nuove strategie industriali, il mercato resta instabile e fortemente esposto a cambiamenti improvvisi.
La domanda globale di terre rare magnetiche triplicherà entro il 2035, trainata da veicoli elettrici e turbine eoliche. Ma l’offerta, ancora dominata dalla Cina, fatica a tenere il passo.
Nel primo semestre del 2025, la produzione mondiale di alluminio primario ha registrato una crescita moderata nonostante numerosi problemi.
L’industria siderurgica europea è sotto assedio: prezzi in caduta libera, concorrenza cinese, dazi statunitensi e costi energetici elevati stanno mettendo a dura prova un settore cruciale per l’economia e la sicurezza del continente.
AMAG Austria Metall AG, colosso dell’alluminio austriaco, registra un crollo del 64% dell’utile netto a causa dei dazi statunitensi, saliti al 50%.
I prezzi del platino hanno raggiunto i massimi degli ultimi 11 anni. Il rally può durare o siamo di fronte ad una bolla speculativa?
Entro il 2034, il mercato globale del rame riciclato potrebbe triplicare, trainato dalla domanda di veicoli elettrici, energie rinnovabili e infrastrutture urbane.
L’avvio della costruzione della più grande diga idroelettrica del mondo in Tibet ha innescato un’impennata dei prezzi del minerale di ferro, ai massimi da 5 mesi.
La soluzione alla debole domanda globale di billette potrebbe essere l’alluminio liquido, più rapido da consegnare, meno energivoro e più flessibile.
Nel 2025 il mercato globale dell’alluminio mostra segnali contrastanti. Mentre i premi statunitensi volano, quelli europei crollano.