Quante sorprese per l’alluminio, tra premi bassi (UE) e premi alti (USA)
Nel 2025 il mercato globale dell’alluminio mostra segnali contrastanti. Mentre i premi statunitensi volano, quelli europei crollano.
Nel 2025 il mercato globale dell’alluminio mostra segnali contrastanti. Mentre i premi statunitensi volano, quelli europei crollano.
La Cina si avvia a stabilire un nuovo record nelle esportazioni di acciaio, alimentando tensioni globali con prezzi stracciati e un eccesso di offerta che mette in crisi i produttori internazionali.
Grazie alla sua integrazione verticale e all’acquisto di Encore Wire, l’azienda italiana si dice pronta a beneficiare dei dazi USA, nonostante le tensioni sul mercato e i rincari per i consumatori.
Emirates Global Aluminium ed il colosso italiano Brembo rafforzano la loro alleanza puntando sull’alluminio solare CelestiAL, prodotto nel deserto degli Emirati.
Nonostante la volatilità dei prezzi innescata da nuovi dazi statunitensi sul rame, Barrick Mining punta con decisione sul metallo rosso.
Mentre le aziende americane affrontano costi più alti a causa dei nuovi dazi, il settore dei rottami di rame vive un boom, essendo diventato una risorsa strategica per compensare la scarsità di metallo raffinato.
Nonostante il calo dei prezzi e la crescente diffusione di batterie che non ne fanno uso, il nichel ha superato il litio come metallo più prezioso nelle batterie per veicoli elettrici.
L’annuncio a sorpresa di Donald Trump sull’introduzione di un dazio del 50% sul rame ha scosso i mercati globali, spingendo i prezzi del metallo ai massimi storici.
Il mercato globale dell’acciaio affronta il terzo anno consecutivo di calo della domanda, spingendo i produttori verso una trasformazione radicale: non più solo materia prima, ma soluzioni su misura ad alto valore aggiunto.
I mercati dello zinco e del piombo registreranno una modesta crescita della domanda e un aumento dell’offerta. Risultato? Conseguenti eccedenze previste…
L’Unione Europea rischia di perdere il suo storico ruolo di esportatore di grano, travolta da crisi climatiche, politiche ambientali rigide e sanzioni contro i fertilizzanti russi.
La Guinea ha registrato un record nelle esportazioni di bauxite, con un balzo del 39% nel primo trimestre del 2025, trainato dalla forte domanda cinese di alluminio.
Il prezzo del rame è spinto da una forte contrazione delle scorte e da segnali di distensione tra Stati Uniti e Cina.
Si prevede che la recente scoperta di una riserva di minerale di ferro pari a 55 miliardi di tonnellate in Australia avrà un impatto significativo sui mercati e sui prezzi globali.
Secondo Bank of America, l’oro potrebbe raggiungere i 4.000 dollari l’oncia entro un anno, spinto non tanto dalle tensioni geopolitiche quanto dal crescente debito fiscale degli Stati Uniti.
L’impegno dell’Europa nella produzione di acciaio a basse emissioni sta vacillando a causa dell’elevato costo dell’idrogeno verde e dell’elettricità.
Il mercato del rame è in forte tensione, con scorte in caduta libera, esportazioni cinesi record e l’ombra di dazi USA a stravolgere gli equilibri globali.
Le scorte di alluminio nei magazzini LME sono crollate ai minimi degli ultimi anni, mentre i prezzi continuano a salire. Alla base del calo, un complesso intreccio geopolitico tra Russia e Cina, che sta ridisegnando le rotte dell’alluminio globale.
La transizione verde rischia di scontrarsi con la realtà del rame, insufficiente a soddisfare i piani green e lo sviluppo globale.
Mentre piovono sul paese bombe americane e israeliane, non va dimenticato che l’Iran è determinante per gli equilibri petroliferi globali.
L’invasione di acciaio a basso costo da paesi extraeuropei minaccia la sopravvivenza della siderurgia europea, mettendo a rischio anche l’autonomia militare del continente.
Dove finiscono tutti i soldi generati dai forti aumenti di prezzo del caffè? Non certo ai molti piccoli coltivatori…
Una serie di fattori, quali l’aumento delle vendite al dettaglio in Cina, la riduzione delle scorte e l’impennata dei prezzi della bauxite, hanno spinto in alto i prezzi dell’alluminio.
La corsa globale al rame verso gli Stati Uniti, in vista di possibili dazi imposti da Trump, sta prosciugando le scorte mondiali e generando forti squilibri nei mercati.
Lo Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio, resta aperto nonostante il conflitto tra Israele ed Iran, mentre gli analisti ritengono improbabile una chiusura.
La Cina raggiunge un importante traguardo tecnologico nell’estrazione del rubidio, riuscendo a produrre cloruro di rubidio ultra-puro da salamoia.
L’indice più importante dei mercati siderurgici globali, il prezzo del minerale di ferro, è sceso sotto i 93 dollari a tonnellata.
Ignorate la volatilità a breve termine! Un peggioramento dell’offerta di rame porterà a prezzi molto più alti nel futuro (Benchmark Mineral Intelligence).
I metalli hanno reagito bene al raddoppio dei dazi USA. Ma dietro questa apparente stabilità, le dinamiche di mercato stanno cambiando: dalla spinta verso il riciclo dell’alluminio negli USA al rischio di squilibri nei mercati globali.
L’escalation tra Israele e Iran riaccende i timori di una crisi energetica globale. Il rischio concreto di un blocco dello Stretto di Hormuz, crocevia del 30% del petrolio marittimo mondiale, potrebbe far impennare i prezzi e destabilizzare i mercati.