La filiera dell’alluminio sta cambiando volto. Cosa aspettarsi nel 2026?
Prezzi in ripresa, tensioni sull’offerta e interventi governativi stanno ridefinendo equilibri e strategie lungo tutta la catena del valore dell’alluminio.
Prezzi in ripresa, tensioni sull’offerta e interventi governativi stanno ridefinendo equilibri e strategie lungo tutta la catena del valore dell’alluminio.
Le forze speciali statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, per portarli negli Stati Uniti e processarli.
Ad oggi, la maggior parte delle riserve mondiali è concentrata in pochi paesi chiave, con implicazioni strategiche rilevanti per industria, transizione energetica e geopolitica globale.
Domanda automobilistica resiliente, possibili sostituzioni con il platino e rischi geopolitici rendono lo scenario 2026 per i mercato del palladio assai incerto.
Tra offerta limitata, nuove politiche di supporto e fabbisogni energetici strutturali, il settore dell’uranio si avvia verso un quadro più solido in vista del 2026 e oltre.
La città svedese di Kiruna, da cui proviene circa l’80% del minerale di ferro estratto nell’Unione Europea, è al centro di una crisi silenziosa.
Nel 2026 il settore siderurgico globale dovrebbe avviarsi verso una ripresa moderata, sostenuta da investimenti infrastrutturali, politiche monetarie più accomodanti e misure protezionistiche che favoriscono i produttori locali, in un contesto ancora segnato da rischi geopolitici e tensioni commerciali.
I prezzi dell’alluminio mostrano una buona tenuta nel breve periodo grazie ai limiti produttivi in Cina e alla sostituzione con il rame ma, secondo BCA Research, il quadro potrebbe cambiare nel 2026.
Il mercato del minerale di ferro guarda al 2026 con crescente cautela: le previsioni indicano prezzi medi in calo in Cina, sotto pressione per la domanda stagnante e la nuova offerta globale.
Il rame si accinge a chiudere l’anno su nuovi massimi storici, spinto da tensioni sull’offerta, flussi straordinari verso gli Stati Uniti e crescenti aspettative legate alla transizione energetica e all’intelligenza artificiale.
South32 ha annunciato che Mozal Aluminium sarà entrerà in modalità “manutenzione e assistenza” intorno alla metà di marzo 2026.
La miniera di Simandou sta rendendo la Guinea un attore chiave nel mercato mondiale del minerale di ferro, con la Cina che espande il suo potere siderurgico anche in Africa.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
Il rame si avvia verso un deficit strutturale dal 2026, spinto dalla crescita di data center, reti elettriche e veicoli elettrici, mentre l’offerta fatica a reagire tra ritardi nei progetti, vincoli geopolitici e investimenti insufficienti.
Tra crisi del settore, intervento dello Stato e ricerca di un compratore privato, British Steel è al centro di una sfida cruciale per il futuro dell’acciaio britannico e degli ultimi altoforni del paese.
Il mercato del rame si prepara al 2026 con fondamentali sempre più in tensione. In un contesto di deficit strutturale, prezzi elevati e volatilità potrebbero diventare la nuova normalità.
Gli analisti di ING Group prevedono un ulteriore rialzo dei prezzi dell’alluminio nel 2026. Ecco perché…
Il mercato globale dei lunghi chiude l’anno in un clima di forte incertezza: domanda debole, costi in aumento e nuove pressioni regolatorie rendono difficile per i produttori definire strategie e mantenere la redditività.
I data center stanno diventando un concorrente diretto delle fonderie di alluminio. Alcoa avverte che questo squilibrio rende quasi impossibile sviluppare nuovi impianti metallurgici.
La domanda debole continua a frenare il mercato siderurgico europeo, lasciando i prezzi dell’acciaio quasi immobili.
Si prevede che il mercato globale del riciclo di alluminio crescerà da 57,2 miliardi di dollari a 91,3 miliardi di dollari entro il 2032, a causa della domanda industriale di materiali a basse emissioni di carbonio.
Il rame continua a infrangere record mentre gli operatori scommettono su una carenza globale imminente. Citigroup prevede prezzi fino a 13.000 dollari a tonnellata entro il 2026.
Il rally dell’alluminio rischia di non durare. L’imminente espansione produttiva dell’Indonesia potrebbe raffreddare i prezzi già entro fine 2026.
I produttori sono ottimisti in merito all’aumento dei prezzi, mentre la confusione per il CBAM e la preoccupazione per l’effetto delle nuove misure di difesa commerciale pesano sul mercato.
Rame e argento hanno toccato nuovi record. I due metalli stanno attraversando una fase di rialzi senza precedenti, alimentati da deficit strutturali e crescente domanda industriale.
Hydro ha deciso di consolidare le attività di estrusione in Europa, proponendo la chiusura di cinque dei suoi stabilimenti europei.
L’aumento dei dazi statunitensi, gli elevati costi energetici e la capacità di riciclo inutilizzata stanno spingendo la UE a valutare la possibilità di limitare le esportazioni di rottami.
Gli analisti di UBS prevedono un forte rialzo dei prezzi del rame nel 2026, spinti da un deficit di mercato in rapido ampliamento e da un’offerta sempre più fragile.
Glencore gioca un ruolo chiave nell’IPO di Chuangxin Industries a Hong Kong. L’operazione, stimata intorno ai 700 milioni di dollari, riflette un interesse crescente per l’alluminio.
Commerzbank ricalibra al rialzo le stime sui metalli di base. I premi dell’alluminio sono previsti in salita, come riflesso di una crescente scarsità di metallo sui mercati internazionali.