L’alluminio secondario non è più il fratello povero del primario e… cambia tutto
Il prezzo del rottame di alluminio sfiora ormai quello del primario mentre il CBAM europeo ridisegna i margini della filiera.
Il prezzo del rottame di alluminio sfiora ormai quello del primario mentre il CBAM europeo ridisegna i margini della filiera.
Il conflitto nello Stretto di Hormuz si sgonfia sui mercati, ma il rame resta sotto pressione per la minaccia dei dazi USA.
La brusca correzione dell’argento nel secondo trimestre 2026 ha ridimensionato l’euforia di inizio anno, ma non ha modificato i fondamentali del mercato.
Novelis ha avviato nello stabilimento di Sierre il suo primo forno elettrico a spinta per il preriscaldamento dei lingotti di alluminio.
I prezzi del rame sono arretrati a giugno, ma Goldman Sachs alza le stime 2026-2027 fino a 13.800 dollari per tonnellata.
L’alluminio ha registrato a giugno la peggiore flessione mensile dal 2008, travolto dal ritorno delle forniture mediorientali, dall’aumento delle esportazioni cinesi e da una cornice macro sfavorevole segnata da dollaro forte e politica monetaria restrittiva.
Il prezzo del rame resta vicino ai massimi storici, ma le fonderie attraversano una crisi senza precedenti. Le commissioni di lavorazione sono crollate fino a zero e la redditività dipende ormai da oro, argento e acido solforico.
Secondo il Financial Times, la UE si prepara a introdurre il primo dazio nella sua storia sulle esportazioni. Ne saranno colpiti i rottami di alluminio.
Tra domanda in forte crescita, filiere concentrate e rischi di approvvigionamento, questi minerali stanno diventando un fattore decisivo per l’industria globale.
In cinque anni le riserve teoriche di terre rare sono scese da 500 a 218 anni, il litio si è dimezzato e l’uranio ha perso 31 anni. I dati USGS, OPEC e NEA raccontano un’accelerazione nei consumi di minerali critici che ridisegna le priorità geopolitiche e di investimento globali.
Le banche centrali continuano a sostenere il mercato dell’oro con acquisti stimati tra 750 e 850 tonnellate nel 2026, ben oltre la media storica. Una domanda costante e poco sensibile al prezzo che rafforza il ruolo del metallo giallo come bene rifugio e ne limita il rischio di ribassi prolungati.
L’Indonesia si prepara ad alzare le quote di estrazione del nichel fino a 360 milioni di tonnellate nella seconda metà del 2026, invertendo la stretta di inizio anno. Una storia di potere regolatorio, investimenti cinesi e catene di fornitura sempre più fragili.
Export record, prezzi in calo e nuove raffinerie: come la strategia della Guinea può cambiare la filiera globale di bauxite, allumina e alluminio.
Quasi invisibile nelle analisi di mercato, lo stagno è diventato uno dei metalli più strategici del 2026. Salda i circuiti di server, semiconduttori e pannelli solari, ma un’offerta concentrata in pochi paesi non tiene il passo della domanda: il mercato è atteso in deficit per la prima volta dal 2021.
Il prezzo spot dell’uranio si è stabilizzato nel secondo trimestre 2026 dopo il rally di inizio anno, ma i fondamentali restano solidi.
La guerra tra Iran e USA ha provocato uno dei più gravi shock di offerta mai registrati nel mercato dell’alluminio. Tuttavia, il temuto collasso dell’offerta non si è verificato.
Il minerale di ferro guarda con ottimismo alla crescita siderurgica di India e Asia sudorientale, con un potenziale deficit di offerta di 650 milioni di tonnellate entro il 2035.
Secondo il Financial Times, le banche centrali stanno riportando l’oro nei propri caveau nazionali, mentre aumentano gli acquisti di metallo prezioso e diminuisce la fiducia nella neutralità delle infrastrutture finanziarie internazionali.
Il mercato dell’alluminio oscilla adesso tra l’eccesso di offerta cinese e il lento ritorno delle fonderie mediorientali.
Quattro grandi aziende siderurgiche e chimiche chiedono al Consiglio europeo di congelare l’EU ETS, dopo aver incassato circa 79 miliardi di euro in certificati gratuiti dal 2005.
Il rame si conferma il metallo simbolo della transizione energetica e dell’intelligenza artificiale. Citigroup vede quotazioni a 15.000 dollari per tonnellata grazie a una domanda strutturalmente forte e a un’offerta che fatica a crescere.
L’alluminio ha registrato un forte ribasso sui mercati internazionali, toccando il livello più basso degli ultimi due mesi dopo che …
Dalla Cina all’Indonesia, il mercato del nichel entra in una nuova fase tra scarsità e protezionismo verde.
La guerra in Medio Oriente sta ridisegnando il mercato dell’alluminio. Primario sotto pressione e rottame decisivo per la sicurezza industriale.
David Solomon di Goldman Sachs prevede che il restringimento dell’offerta di petrolio spingerà l’inflazione verso l’alto, costringendo i consumatori a cambiare comportamento dopo luglio.
La crisi energetica europea ha dimezzato la produzione di alluminio nella regione e fatto schizzare i premi ai livelli del 2022. Ma la domanda flette e la backwardation cresce.
Lo stagno ha guadagnato il 40% in sei mesi in Cina, spinto dalla domanda di server AI e semiconduttori avanzati. Analisi dei fattori di offerta e geopolitica che tengono i prezzi ai massimi storici.
Con le rotte commerciali bloccate e la produzione ridotta, si prevede uno shock dell’offerta che durerà tra i 12 e i 18 mesi, mettendo a rischio la stabilità dei prezzi per imprese e consumatori.
Lo zinco è ai massimi da oltre tre anni e mezzo. Dietro il rally ci sono scorte in calo, treatment charges bassi e miniere in difficoltà.
Le scorte LME di rame sono vicine ai massimi dal 2013, ma il metallo disponibile si assottiglia rapidamente. Spostamento massiccio verso gli Stati Uniti in attesa di dazi che non sono ancora arrivati.