Prezzi a livello di record per lo stagno

Lo stagno continua a correre, spinto dalla forte domanda di beni elettronici e da un’offerta che negli ultimi mesi è stata insufficiente.

Prezzi a livello di record per lo stagno

I prezzi dello stagno hanno raggiunto livelli che non si erano mai visti. Oggi, mercoledì 27 luglio, il contratto cash al London Metal Exchange (LME) ha raggiunto 35.760 dollari a tonnellata.

Soltanto considerando il mese precedente, la crescita è stata di circa il 13%.

La forte domanda di elettronica trascina i prezzi dello stagno

La causa principale di prezzi tanto alti è l’aumento della domanda di elettronica da parte dei consumatori (lo stagno viene anche usato come saldatura nei circuiti elettrici).

Secondo il World Bureau of Metal Statistics (WBMS), il mercato globale ha registrato un piccolissimo deficit di 1.400 tonnellate da gennaio a maggio. Inoltre, la produzione globale di metallo raffinato è aumentata di 35.000 tonnellate anno su anno.

A livello globale la domanda di stagno da gennaio a maggio ha raggiunto 176.900 tonnellate, con un aumento del 14% anno su anno. Nello stesso periodo, la domanda in Cina è aumentata del 28% rispetto all’anno precedente, mentre in Giappone è cresciuta del 23%.

Esportazioni cinesi in calo

A giugno, le esportazioni cinesi di stagno sono diminuite secondo una stima dell’International Tin Association (ITA), che ha registrato un calo dell’arbitraggio nei prezzi tra la borsa di Londra (LME) e quella di Shanghai (SHFE).

Ciò è avvenuto perché la produzione di metallo nella provincia cinese dello Yunnan ha dovuto affrontare gravi problemi di carenze di energia idroelettrica e anche perché il gigante dello stagno Yunnan Tin ha iniziato la manutenzione degli impianti. Tutti fattori che hanno ridotto l’offerta di metallo raffinato, soprattutto sul mercato cinese.

Ma c’è anche la speculazione che gioca un ruolo determinante nel rally dei prezzi dello stagno. Infatti, i trader scommettono che la domanda di elettronica rimarrà forte mentre la variante Delta del coronavirus limiterà la produzione di stagno nel sud-est asiatico.

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