Nomadi digitali: vivere per guadagnare o guadagnare per vivere?

Il nuovo fenomeno dei nomadi digitali è circondato da luoghi comuni e false promesse. Ecco chi sono davvero i nomadi digitali…

Nomadi digitali: vivere per guadagnare o guadagnare per vivere?

C’è stato un tempo in cui gli uomini erano divisi in due semplici categorie: i nomadi e gli stanziali (i cacciatori-raccoglitori e gli agricoltori). I primi in continuo movimento alla caccia di nuove prede e i secondi fermi nello stesso posto per sfruttare tutte le risorse naturali locali.

Ai nostri tempi, in qualche modo, esiste ancora questa suddivisione, anche se il 99,99% della popolazione appartiene alla categoria degli stanziali. I rimanenti sono i nomadi digitali, moderni cacciatori di prede digitali in perenne movimento da una parte all’altra del globo. Sono i cacciatori-raccoglitori dei nostri giorni. Sono quelli che al posto di lance e coltelli di pietra hanno sempre nel loro arsenale un personal computer, uno smartphone e il passaporto.

Rampolli viziati e benestanti

Ma quando pensate a dei nomadi digitali non vi vengano in mente personaggi famosi. Tantomeno quegli influencer che girano il mondo in first class e alloggiano nella suite del Four Season. Quelli non sono nomadi digitali, sono rampolli viziati e benestanti che osteggiano tutta la loro ricchezza e stupidità, per accontentare un pubblico della stessa specie.

Un nomade digitale è tutta un’altra cosa. Come esempio-tipo potremmo considerare un trentenne, con buone o ottime competenze informatiche, conoscenza di qualche lingua e il desiderio di imparare sempre qualcosa di nuovo, soprattutto da culture diverse. Gira il mondo con i guadagni del suo lavoro online come programmatore, come webmaster, come blogger, come scrittore o come insegnante di lingue online, tanto per fare degli esempi.

Difficilmente guadagna grosse cifre. Di conseguenza, il budget che ha a disposizione per i voli aerei, l’alloggio, il cibo e la polizza sanitaria è quasi sempre contenuto. Forse, anche per questo, la maggior parte dei nomadi digitale predilige l’Asia o quei paesi dove il costo della vita è contenuto e la qualità della vita è buona o alta.

La prima domanda di un nomade digitale: “internet c’è?”

Il cliché del nomade digitale al CÈ LA VI, uno dei rooftop bar più esclusivi di Singapore, davanti ad un mojito e ad un personal computer, è quanto mai distante dalla realtà. Molto più facile trovare un nomade digitale dentro un affollato McCafè di Da Nang (Vietnam). Oppure dentro qualche modesto appartamento di Pattaya (Thailandia), grondante di sudore mentre aspetta da tre giorni il tecnico tailandese che deve riparare l’aria condizionata che non funziona.

Di certo, dove c’è un nomade digitale c’è anche una buona o ottima connessione internet, l’ossessione principale per chi vive di web.

L’altra ossessione sempre presente è quella del visa (visto). Ebbene sì, un nomade digitale è proprio costretto a muoversi sempre. Prima della scadenza del visto, che di solito dura un mese, qualche volta anche due, deve lasciare il paese alla ricerca di un nuovo timbro sul passaporto. Fuori dall’Europa funziona così!

Fatto salvo questi inconvenienti, ci sono però anche aspetti assolutamente impagabili.

Informatica mistica ed esperienze “once in a life time”

Svegliarsi con l’odore dell’incenso in una una casa di Bali (Indonesia), tra templi indù e risaie, per trascorrere le ore d’ufficio scrivendo articoli sul Kundalini Yoga, è un’emozione che rimane per tutta una vita. Scrivere codice Python in un bungalow sulla spiaggia di Koh Panghan (un’isola della Thailandia), mentre il sole tramonta sull’oceano non è semplice programmazione, è informatica mistica. Ma anche impartire lezioni di inglese su Udemy, da uno spazio di co-working al trentesimo piano di un grattacielo di Kuala Lumpur (Malesia), proprio in fronte alle Petronas Towers, non è insegnamento, è un’esperienza da catalogare come “almeno una volta nella vita” (once in a life time).

Insomma, quella del nomade digitale non è soltanto una professione, ma uno stile di vita che predilige la qualità del vivere rispetto al ritorno economico. Perché nomadi digitali diventati ricchi non se ne conoscono ancora. Esistono soltanto ricchi che giocano a fare i nomadi digitali, ma questa è tutta un’altra storia.

In poche parole, si potrebbe quasi dire che lo stile di vita di un vero nomade digitale è quello di chi si è reso davvero conto che si vive una volta soltanto. E la vita, in questo mondo, può essere davvero meravigliosa.

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