Il Montenegro diventerà un importante produttore di petrolio? ENI ci crede

L’ENI, insieme alla russa NOVATEK, ha avviato la perforazione di un pozzo per esplorare le riserve petrolifere sulla costa del Montenegro.

Il Montenegro diventerà un importante produttore di petrolio? ENI ci crede

Le nuove esplorazioni petrolifere in Europa sono merce rara. Da anni, la stragrande maggioranza dei paesi OCSE è incamminata sulla strada dei divieti alle esplorazioni di petrolio e i paesi europei non fanno eccezione.

Tuttavia, un piccolo stato nei Balcani, che probabilmente entrerà a far parte dell’Unione Europea nel 2026, si sta muovendo in direzione opposta con l’inaugurazione del suo primo pozzo petrolifero offshore il 25 marzo 2021.

Se c’è petrolio, la raffineria di Taranto dell’ENI è già pronta

Il Montenegro, piccola ex repubblica jugoslava con poco più di 600.000 abitanti, ha dato il via all’esplorazione di un giacimento di petrolio nell’Adriatico, con l’appoggio dei due colossi ENI e NOVATEK (Russia). Chiaramente, vista la vicinanza con l’Italia, l’interesse di ENI per l’offshore del Montenegro è forte. Se l’impresa avrà successo, l’ENI ha una comoda opzione per la futura produzione nella raffineria di Taranto, a soli 500 chilometri.

Non è la prima volta che il Montenegro trivella alla ricerca di petrolio e gas. Era successo anche nel 1980, quando ancora faceva parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. A quei tempi, nonostante il paese fosse comunista, fu la statunitense Chevron a curare le operazioni di perforazione. Alla fine, però, si ritenne che non ci fossero idrocarburi in quantità sufficienti per rendere economica l’estrazione.

28 chilometri dalle coste montenegrine

Questa volta le esplorazioni avvengono molto più al largo dalle coste montenegrine (28 chilometri) e con tecnologie molto più avanzate, anche grazie al Topaz Driller, un impianto di perforazione jack-up (una piattaforma mobile). L’inizio delle attività di perforazione era previsto per il 2020 ma, a causa del COVID-19, ha subito ritardi.

La nuova avventura di ENI e NOVATEK impiegherà 4 o 5 mesi per finalizzare la perforazione del pozzo petrolifero e per valutare i risultati.

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