Nel mondo alla rovescia l’acciaio europeo se ne va in Cina

La siderurgica europea, a seguito della pandemia di coronavirus, è di fronte ad una minaccia mortale. Riuscirà a sopravvivere?

Il mercato dell’acciaio, soprattutto in Europa, è testimone di eventi così straordinari che diventeranno storie che i nonni racconteranno ai propri nipotini.

Tutti sanno che la Cina è uno dei produttori di acciaio più economici al mondo e che l’Europa, al contrario, è una zona costosa per i prodotti siderurgici. Come è possibile che attualmente l’Europa esporti acciaio in Cina? La pandemia di coronavirus ha fatto andare a gambe per aria il mercato globale dell’acciaio?

Tutto comincia con Donald Trump…

L’inizio di questo sconquasso siderurgico mondiale risale al 2018. Allora, Donald Trump, in difesa dell’acciaio statunitense, impone dazi alle importazioni del 25% sui prodotti siderurgici. Come prevedibile, quando un gigante come gli Stati Uniti si muove con tanta forza, gli effetti di diffondono in lungo e in largo.

In Europa, i produttori siderurgici hanno subito cercato di correre ai ripari nel timore di essere inondati di acciaio da parte dei paesi orfani degli Stati Uniti (soprattutto quelli asiatici).

Così, l’Unione Europea ha imposto dazi, con un meccanismo abbastanza articolato basato sul superamento di quote stabilite sulla storia della importazioni passate. Un sistema, in vigore fino al 2021, che ha funzionato relativamente bene fino all’arrivo del coronavirus.

…e poi arriva il COVID-19

Secondo Reuters, dopo l’arrivo del COVID-19 a metà marzo, la domanda è crollata del 50% in tutto il continente. I principali produttori europei temono che l’industria siderurgica europea rischi il tracollo se arriveranno sul mercato tutte le sorte di acciaio che sono in giacenza in Cina, in Russia, in Indonesia e in India. Qualcosa che potrebbe accadere non appena finisce il lockdown in questi paesi.

EUROFER, l’associazione europea dell’acciaio, chiede interventi urgenti e sostanziosi (riduzioni delle quote d’importazione) alla Commissione Europea. Il mercato siderurgico globale sarà nella tempesta quest’anno e, probabilmente, anche il prossimo. La domanda scarseggerà per 12-18 mesi e il mercato, come lo conosciamo, cambierà faccia.

Ne è una dimostrazione il fatto che l’Europa sta effettivamente esportando coils HR in Cina, dal momento che i prezzi europei sono diventati questo mese tra i più bassi al mondo.

Una disparità di prezzo tra Europa (il produttore più caro del mondo) e Cina (quello più economico) che si poteva immaginare soltanto in un mondo alla rovescia.

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