Per l’italiano medio il debito pubblico non è un problema

Mentre le nostre autorità chiedono ai cittadini comuni di contribuire a finanziare il recupero dell’economia comprando BTP, il debito pubblico viaggia verso livelli insostenibili.

Il debito pubblico italiano fa paura agli analisti internazionali ma per l’italiano medio è l’ultimo dei problemi.

Con la crisi del coronavirus, gli economisti prevedono che il debito pubblico dell’Italia arriverà quest’anno almeno al 170% del PIL. Ma, secondo la Deutsche Bank, il rapporto debito/PIL dell’Italia salirà a oltre il 200% alla fine del prossimo anno.

Un giorno si arriverà alla resa dei conti…

Una percentuale insostenibile, che quasi nessun altro paese del mondo raggiunge. Anche se, per il momento, i massicci acquisti da parte della Banca Centrale Europea delle obbligazioni italiane assicurano una certa stabilità sui mercati finanziari, il rischio di insolvenza rimane elevato.

Come ben descrive Reuters in un suo recente articolo, il debito pubblico italiano è una seria minaccia per la sopravvivenza della zona euro. Inoltre, un numero sempre maggiore di analisti dubita della sostenibilità di un debito così enorme.

La BCE non comprerà titoli di stato italiani per sempre. Un giorno si arriverà alla resa dei conti…

In un paese che si è dimostrato incapace di abbassare uno dei debiti più alti del mondo durante i periodi di congiuntura favorevole, chi mai acquisterà debito italiano quando la BCE chiuderà l’ombrello?

In questo contesto sta prendendo piede l’idea, o forse l’illusione, che saranno gli italiani a farsi carico dei debiti del paese. BTP Italia o emissioni straordinarie riservate ai risparmiatori italiani sono la ricetta che sta passando per la mente di molti dei nostri politici che guardano al Giappone come esempio.

Come il Giappone?

Il Giappone ha un debito pubblico vicino al 240% del PIL, quasi interamente nelle mani dei giapponesi. Di conseguenza, il debito giapponese è giudicato a basso rischio di insolvenza.

Purtroppo, a parte il fatto che più della metà (55%) del debito pubblico è già nelle mani di investitori italiani (banche e assicurazioni comprese), l’Italia ha una struttura finanziaria e politica molto diversa dal Giappone.

Oltre il 40% del debito pubblico giapponese è di proprietà della sua banca centrale e il paese ha una stabilità politica che tranquillizza e assicura gli investitori domestici. Proprio il contrario dell’Italia, minacciata costantemente dall’instabilità politica, con il conseguente aumento dei rendimenti e una crisi del debito sempre alle porte.

Dopo i disperati appelli ai risparmiatori italiani di riacquistare il debito pubblico cosa ci sarà? Il governo renderà obbligatori gli acquisti di titoli di stato prelevando i soldi direttamente dai conti bancari delle persone?

Ma per l’italiano medio i problemi sono altri, non rendendosi conto che ha già in tasca la bomba ad orologeria. Infatti, si stima che circa un quarto del debito pubblico italiano sia già nei portafogli di famiglie e imprese italiane tramite il denaro investito nelle gestioni patrimoniali e nei prodotti assicurativi.

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