Le 10 migliori canzoni dei Rolling Stones di tutti i tempi

A pochi giorni della scomparsa di Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones, un omaggio alle migliori canzoni di una band entrata nella leggenda della musica.

Le 10 migliori canzoni dei Rolling Stones di tutti i tempi

La morte del batterista dei Rolling Stones, Charlie Watts, avvenuta il 24 agosto di quest’anno, è stata una grande perdita per il mondo della musica. Dopo quasi sei decenni di musica e innumerevoli successi, la più grande band rock and roll del mondo non sarà più la stessa.

I Rolling Stones hanno fatto parte delle nostre vite da quando si sono messi insieme a Londra, nel 1962. Non tutti ne sono fans, ma tutti conoscono le loro canzoni più famose. Anche al giorno d’oggi, quando gli Stones vanno in tournée, i loro spettacoli sono l’evento della stagione, ovunque arrivino.

Alcune delle loro canzoni sono state nelle hit parade più di mezzo secolo fa, ma continuano ad essere ascoltate e molto amate nonostante gli anni trascorsi. Perciò, abbiamo raccolto quelle che sono le 10 migliori canzoni dei Rolling Stones di tutti i tempi, con un breve assaggio di ognuna.

10º

Miss You (1978)

Gli Stones si sono tuffati nel genere disco con questo classico di Some Girls. Si dice che i testi riguardino il deterioramento del rapporto di Mick con la sua allora moglie, Bianca, ma lui dice che è più una canzone sul desiderio e non su una donna in particolare.

Honky Tonk Women (1969)

Honky Tonk Women era il lato B di You Can’t Always Get What You Want e una delle prime canzoni su cui Mick Taylor ha suonato dopo la morte di Brian Jones. La canzone è arrivata in testa alle classifiche in sette paesi ed è ancora una delle preferite dal pubblico negli spettacoli dal vivo della band.

Wild Horses (1971)

Sticky Fingers ha segnato l’inizio del passaggio degli Stones ad un rock infuso di country, che ha raggiunto il picco con Exile On Main St. nel 1972. Grazie alla sua amicizia con Keith, il fondatore dei Flying Burrito Brothers, Gram Parsons, pubblicò la sua versione di Wild Horses prima degli Stones. La canzone si dice sia stata scritta in riferimento all’ex fidanzata di Mick.

Angie (1973)

Prima canzone dell’album Goats Head Soup del 1973, Angie è stato un grande successo, in cima alle classifiche mondiali per decenni. L’ex moglie di David Bowie, Angie Bowie, ha affermato che la canzone parlava di lei, ma sia Mick che Keith lo hanno negato. Secondo Keith, la donna nominata è casuale: “Non si trattava di una persona in particolare. Era solo un nome casuale“.

Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker) (1973)

La canzone dipinge perfettamente l’immagine decadente della New York negli anni ’70, attraverso due storie inventate ma rappresentative. La prima è una sparatoria della polizia per uno scambio di identità e la seconda è la morte di una bambina di 10 anni che muore per overdose di droga in un vicolo.

Sympathy for the Devil (1968)

Spesso scambiato per un omaggio al satanismo, questa canzone trae ispirazione dal romanzo “Il maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov e in realtà parla della disumanità degli uomini nei confronti degli altri uomini. Nel 2002, Keith ha detto che questa canzone è piuttosto edificante e che “è solo una questione di guardare il diavolo in faccia. È sempre lì. Ho avuto un contatto molto stretto con Lucifero“.

Jumpin’ Jack Flash (1968)

Jumpin’ Jack Flash ha visto gli Stones tornare alle loro radici blues e chitarristiche dopo aver sperimentato la psichedelia. I testi sono stati ispirati dall’allora giardiniere di Keith, Jack Dyer, che era stato soprannominato Jumping Jack dal chitarrista mentre passava davanti alla sua finestra.

You Can’t Always Get What You Want (1969)

Erano i tempi (fine anni ’60) in cui la pace e l’amore del movimento hippie sembravano aver fallito. Questa canzone, dell’album Let It Bleed, è un riflesso della delusione di molte persone in tutto il mondo, proprio come era stata Let It Be, dei Beatles. La canzone parla della fine di un’era, ma con la speranza dell’inizio di un’altra.

I Can’t Get No (Satisfaction) (1965)


Satisfaction ha reso gli Stones delle icone in tutto il mondo. Il motivo della canzone è di Keith Richards che lo ha sognato mentre era in tournée negli Stati Uniti. Jagger ha poi completato il testo con critiche al mercantilismo nel mondo moderno.

Gimme Shelter (1969)

Considerata una delle migliori canzoni dei Rolling Stones, Gimme Shelter è un quadro musicale dei disordini civili della fine degli anni ’60. È anche una delle poche canzoni degli Stones dove canta qualcuno di esterno al gruppo, la cantante gospel Merry Clayton che con questa canzone ha fatto la storia del rock.

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