Il mondo degli hacker, dove ogni furto è possibile

Avete in salotto una bellissima Smart Tv o avete appena acquistato l’ultimo modello di frigorifero intelligente? Forse è il caso di non stare troppo tranquilli…

Luca ha appena comprato la casa dei suoi sogni e, come da accordi con l’agenzia, ha inviato un acconto tramite bonifico bancario di 30.000 euro. Quando, qualche giorno dopo, l’agenzia immobiliare lo chiama per sollecitare il bonifico, il peggiore degli incubi inizia. Il conto su cui ha trasferito i soldi non è quello dell’agenzia. Contatta la banca per correre ai ripari ma scopre che i 30.000 euro sono già stati trasferiti. Gli hacker erano riusciti a entrare nei server dell’agenzia immobiliare e a reindirizzare le email inviate. Quindi hanno inviato email fasulle a Luca, dando istruzioni per inviare i soldi su un conto corrente che controllavano. Appena ricevuto il denaro, lo hanno fatto sparire.

Benvenuti nel mondo degli hacker, dove bande di ladri su Internet possono rubare quasi di tutto: svuotare conti bancari, entrare nelle dichiarazioni dei redditi di centinaia di migliaia di cittadini, manipolare dispositivi elettronici e chiudere i rubinetti della rete elettrica di un intero paese.

Un furto da 1 miliardo di dollari alla Banca Centrale

Nel 2016, gli hacker hanno installato un software progettato per compromettere la sicurezza sui computer utilizzati dalla Banca Centrale del Bangladesh (BCB). Il software ha sbloccato le informazioni necessarie per autorizzare i trasferimenti tramite SWIFT, la rete globale che consente alle banche di trasferire fondi. Gli hacker hanno impersonato la BCB e hanno inviato una serie di messaggi alla Federal Reserve americana (FED), autorizzando il trasferimento di 1 miliardo di dollari dal conto della BCB di New York a conti sparsi tra Filippine e Sri Lanka. Prima che il personale di sicurezza della FED scoprisse la truffa, oltre 80 milioni di dollari erano già definitivamente sui conti degli hacker.

Nel 2015 e nel 2016, le superficiali misure di sicurezza sul sito della Internal Revenue Service (l’agenzia delle entrate americana) hanno dato agli hacker la possibilità di recuperare centinaia di migliaia di dichiarazioni dei redditi. Con questi dati, gli hacker sono stati in grado di presentare più di 700.000 dichiarazioni fiscali fraudolente, richiedendo rimborsi su conti correnti da loro controllati.

Venti miliardi di dispositivi intelligenti a disposizione degli hacker

Ma gli hacker possono anche armare dispositivi connessi a Internet come telecamere, lettori DVR e termostati programmabili. Nel 2016, alcuni di loro hanno rilevato oltre 100.000 dispositivi Internet of Things (IoT) non protetti. In questo modo, hanno lanciato un massiccio attacco contro alcuni dei più grandi siti web del mondo.

Poiché entro il 2020 ci saranno, secondo le stime della società di consulenza Gardner, oltre 20 miliardi di dispositivi IoT, c’è da rabbrividire al pensiero di cosa potrebbe succedere.

Nel 2015, gli hacker hanno bloccato l’intera rete elettrica dell’Ucraina per diverse ore, probabilmente durante una prova generale per attacchi su vasta scala. Nello stesso anno, la Chrysler ha dovuto richiamare 1,4 milioni di veicoli dopo che i ricercatori avevano hackerato una Jeep, disabilitando freni e trasmissione. Da allora, è stato scoperto un difetto fondamentale nei sistemi di controllo elettronico che potrebbe consentire agli hacker di prendere il controllo e disabilitare le funzioni di controllo e sicurezza di qualsiasi veicolo circolante.

A gennaio di quest’anno, alcuni ricercatori hanno scoperto importanti vulnerabilità nella sicurezza dei microprocessori che operano su quasi tutti i computer realizzati negli ultimi due decenni. Tali vulnerabilità rendono possibile che un hacker, che abbia ottenuto l’accesso a un sistema su un computer o uno smartphone, utilizzi tale accesso per rubare tutti dati su quel dispositivo. Anche se ai più sembrerà un problema remoto, quando si diventa la vittima di un hacker, si scopre la grande solitudine e impotenza di aver subito una perdita di dati o un ammanco di denaro.

Le cose peggioreranno perché usiamo una tecnologia insicura

Può sembrare un eccesso di pessimismo ma, la dipendenza del mondo da Internet è in continua crescita e diventare un hacker è spaventosamente facile. Ma la ragione principale per cui le cose peggioreranno è che non esiste la consapevolezza dell’importanza della sicurezza di Internet. Vi siete mai posti il problema di quanto sia sicura la vostra fotocamere digitale o il termostato programmabile o la smart TV? La stessa risposta negativa di un consumatore è quella del produttore. Anche perché per un produttore è più facile vendere dispositivi a basso costo (e insicuri) che far pagare ai consumatori qualcosa, come la sicurezza, a cui quasi nessuno dà valore.

Ecco perché la parola d’ordine per chi si vuole difendere è una sola: scollegare. Scollegare frigoriferi intelligenti, lampadine intelligenti, giocattoli intelligenti, orologi intelligenti, dispositivi di localizzazione, etc. etc. Fino a quando i produttori di dispositivi intelligenti non prenderanno seriamente in considerazione la sicurezza, evitarli è la precauzione migliore.

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