Il Vaticano, lo stato più piccolo ma più potente del mondo

Lo stato del Papa è un’anomalia economica e finanziaria senza pari: ha un patrimonio enorme, è l’unico stato del mondo senza PIL ed emette monete in euro pur non essendo membro dell’Unione Europea.

Con meno di 1.000 abitanti e una superficie di appena 44 ettari, il Vaticano è un francobollo di territorio circondato dall’Italia, dalla quale è ufficialmente indipendente dal 1929 grazie ai Trattati Lateranensi. Tuttavia, questi numeri non rendono per nulla cosa è davvero questo microscopico ma ricchissimo stato governato da un monarca chiamato Papa.

Più di 5.000 proprietà immobiliari

Soltanto in termini di immobili, secondo le informazioni rilasciate per la prima volta nel 2020, il Vaticano possiede più di 5.000 proprietà. Tutte informazioni che la Santa Sede ha diffuso in un rendiconto finanziario consolidato e nel suo primo bilancio pubblico in assoluto per l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). L’APSA è una sorta di contabilità generale, che gestisce immobili e investimenti, paga gli stipendi, funge da ufficio acquisti e da dipartimento delle risorse umane.

Secondo i dati di bilancio, il Vaticano possiede 4.051 proprietà in Italia e circa 1.120 all’estero, escluse le sue ambasciate nel mondo. Solo circa il 14% delle sue proprietà italiane sono state affittate a prezzi di mercato, mentre le altre sono state affittate a prezzi ridotti, molte delle quali a dipendenti della chiesa. Circa il 40% erano edifici istituzionali come scuole, conventi e ospedali.

Fanno parte di questo enorme patrimonio anche alcuni investimenti in immobili nelle zone più esclusive di Londra, Ginevra, Losanna e Parigi. Tra questi c’è anche l’edificio nel South Kensington di Londra, che ha causato enormi perdite dopo essere stato acquistato dalla Segreteria di Stato del Vaticano come investimento nel 2014 e che ha provocato lo scandalo in cui è stato coinvolto l’eminente cardinale Angelo Becciu.

Senza PIL e senza debito

Ma la sproporzione tra il suo patrimonio e il suo territorio non è l’unica anomalia del Vaticano. Infatti, è anche l’unico stato del mondo a non avere un PIL, come tradizionalmente lo intendiamo. Lo Stato Pontificio ha un suo sistema produttivo di beni e servizi, ma per la dimensione della sua economia non è possibile assegnare un valore lordo alle attività economiche o calcolare i costi dei beni e servizi consumati al suo interno.

Così come non c’è PIL, non c’è neppure debito pubblico. Inoltre, pur non essendo membro dell’Unione Europea, da gennaio 2002 ha adottato l’euro come moneta ufficiale, con la possibilità di emettere monete in euro. Naturalmente, gli sportelli bancomat di Città del Vaticano offrono anche il latino come opzione linguistica per effettuare transazioni.

Infine, per chi si domanda quale sia la spina dorsale del conto economico papale o, detto in altre parole, quale sia la gallina delle uova d’oro per l’economia di questo piccolo stato teocratico, la risposta è da cercare nella Basilica di San Pietro e nei Musei Vaticani, che ricevono ogni anno circa 6 milioni di visitatori, tutti paganti!

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