Investimenti

Il mercato dei diamanti per il consumatore medio

Investire in diamanti per l’acquirente-medio non è un’impresa facile, a causa di un mercato poco trasparente e oggettivamente difficile da conoscere.

Il mercato dei diamanti per il consumatore medio

Il mercato dei diamanti è molto vasto e comprende, oltre a trader internazionali e rinomate società commerciali e produttrici, anche i piccoli e medi consumatori. Tra quest’ultimi vi sono anche ragazzi che comprano per la prima volta un diamante o coppie di coniugi che vogliono una pietra preziosa più importante di quella acquistata anni prima.

Le difficoltà che i medi e piccoli acquirenti incontrano su questo mercato è una scarsa informazione e una mancanza di trasparenza.

Per esempio, esiste molta confusione sui certificati di qualità, la carta di identità delle pietre preziose, a causa del fatto che le classificazioni riportate sui certificati dipendono dal laboratorio che effettua la certificazione. Spesso si pone eccessiva attenzione al certificato, il cui contenuto è soggettivo, e meno alla pietra, dimenticando che il prezzo deve essere equo per il diamante, indipendentemente dal certificato di accompagnamento.

Inoltre è un’impresa molto complicata ottenere informazioni complete dai venditori al dettaglio, che in alcuni casi hanno margini molto alti proprio a causa della scarsa conoscenza da parte del compratore del reale valore di una pietra preziosa.

Qualcuno ritiene che il consumatore medio non dovrebbe comprare diamanti per investimento, ma soltanto per il piacere di possedere o regalare un gioiello

A dimostrazione di ciò, è stato fatto un piccolo esperimento negli Stati Uniti: un gioielliere ha indossato due diamanti da 1 carato, il primo di qualità HSI2 (con un valore commerciale di 13.000 dollari) e il secondo di qualità VVS2 (con un valore commerciale di 5.000 dollari). Ha proposto a tutti i suoi clienti di scegliere tra i due diamanti. Naturalmente nessuno è riuscito a capire la differenza e ad individuare la pietra più preziosa.

Perciò, qualcuno ritiene che il consumatore medio non dovrebbe comprare diamanti per investimento, ma soltanto per il piacere di possedere o regalare un gioiello. Infatti, quando vengono trattati investimenti come azioni, obbligazioni, fondi di investimento, viene pagata una percentuale molto piccola al momento dell’acquisto, così come al momento della vendita.

Acquistando un diamante al dettaglio, sia on-line che in negozio, si paga a qualcuno un margine di profitto troppo alto per un investimento. E la stessa cosa avviene al momento della vendita. Mediamente il costo di un investimento in diamanti per il consumatore medio supera il 20%. Per ammortizzare un simile costo di investimento, è necessario molto tempo.


Le uniche persone che conoscono realmente i costi dei diamanti, sono coloro che li commerciano ogni giorno in grandi quantità. Conoscere davvero i prezzi dei diamanti è quasi un’arte, dal momento che tutti i giorni i prezzi oscillano e bisogna essere profondi conoscitori del mercato per sapere esattamente cosa sta succedendo.  Chi non rientra in questo ristretto gruppo di persone, non conoscerà mai il reale valore di una pietra preziosa.

Ogni investitore vuole essere consapevole ed informato prima di effettuare qualsiasi investimento. Molte volte, chi investe in diamanti dimentica troppo facilmente queste regole e se ne accorge soltanto nel momento della vendita.

METALLIRARI.COM cc SOME RIGHTS RESERVED 

AGGIUNGI UN COMMENTO

1 Commento a "Il mercato dei diamanti per il consumatore medio"

Avvisi:
avatar
Ordina per:   più recenti | meno recenti | più votati
Andrea De Benedetti via Facebook
Ospite
I fattori che determinano il valore del diamante sono le quattro “C”, dalle iniziali dei termini inglesi: “carat”, “colour”, “clarity” e “cut”. Carat (carato) I diamanti si pesano in carati. Un carato equivale a 0,2 grammi. Il carato può essere suddiviso in grani che equivalgono ad 1/20 di grammo ed in punti che equivalgono ad 1/100 di carato. Colour (il colore) Le gemme del tutto incolori e trasparenti, che sono le più pure, vengono definite “Colorless”, seguono le quasi incolori o “Near Colorless” e le colorate o “Slighty Tinted”. La scala dei colori: D Exceptional White + ; E Exceptional… Leggi tutto »
wpDiscuz

Send this to friend