Energia

Come cambierà il mercato del petrolio dopo l’accordo sul nucleare iraniano

Il recente e storico accordo sul nucleare iraniano, avrà importanti e significative ripercussioni sul prezzo del petrolio internazionale, anche se in tempi meno rapidi di quanto molti temevano.

Dopo lunghi negoziati, le potenze nucleari mondiali, conosciute come i P5+1, hanno raggiunto un importante accordo con l’Iran circa il futuro dei suoi programmi nucleari.

L’accordo raggiunto potrebbe rimodellare l’intero mercato mondiale dell’energia e, in particolare, quello del petrolio.

Non sorprende che l’accordo abbia incontrato forti oppositori a cui  il presidente americano Barack Obama ha ricordato che, se non fosse stata raggiunta  un’intesa, la probabilità di una guerra in Medio Oriente sarebbe aumentata.

Le restrizioni che l’accordo prevede in termini di sicurezza nucleare, è un tentativo di creare una cooperazione tra l’Iran e il resto del mondo. Esso mira a fermare l’acquisizione di armi nucleari da parte dell’Iran, alleviando contemporaneamente le sanzioni internazionali contro il paese islamico.

Il numero di centrifughe iraniane per l’arricchimento dell’uranio verrà ridotto di due terzi e entreranno in vigore i divieti per l’arricchimento in strutture chiave. Inoltre, verranno limitate le scorte di uranio, con una riduzione del 98%. Le Nazioni Unite revocheranno sette risoluzioni contro l’Iran, ad eccezione dell’embargo sulle armi che resterà in vigore per i prossimi cinque anni e il divieto di acquisto di tecnologia missilistica per otto anni.

Le riserve di petrolio greggio dell’Iran sarebbero sufficienti a soddisfare i fabbisogni energetici di un paese come la Cina per più di 40 anni.

Per quanto riguarda il mercato del petrolio, le implicazioni sono significative.

Secondo il ministro del petrolio iraniano, Bijan Namdar Zanganeh, il paese potrebbe aumentare le sue esportazioni di 500.000 barili al giorno, a cui se ne aggiungeranno altri 500.000 nei prossimi sei mesi. Cosa che però, secondo Goldman Sachs Group, non potrà però avvenire prima di un anno.

In altre parole, il petrolio iraniano non avrà la possibilità di invadere il mercato in tempi brevi e, con ogni probabilità, il processo sarà molto più graduale di quanto molti si aspettavano.

Tuttavia, come rileva Bloomberg, le riserve di petrolio greggio dell’Iran sono di circa 157,8 miliardi di barili, una quantità tale da essere sufficiente a soddisfare i fabbisogni energetici di un paese come la Cina per più di 40 anni.

Un’altra conseguenza importante dello storico accordo è il ritorno dell’Iran nell’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio), fonte di una certa preoccupazione per tutti gli altri undici membri. Infatti, con il petrolio iraniano aumenterà la concorrenza dentro l’OPEC e chi sarà messo in maggior difficoltà sono quei produttori con costi più elevati rispetto a quelli iraniani.


Anche se, a detta dei funzionari delle monarchie del Golfo Persico, è ancora troppo presto per dire quale sarà l’effetto del petrolio iraniano sul mercato, tutti si aspettano un 2016 assai difficile, una volta che verranno revocate le sanzioni contro l’Iran.

Per Goldman Sachs non si saranno effetti drammatici sui prezzi del petrolio nel corso di quest’anno ma, se la domanda mondiale non salirà secondo le più ottimistiche previsioni, potremmo presto vedere i prezzi del petrolio toccare nuovi minimi.

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