Investimenti

Un boccone amaro per l’industria farmaceutica: Donald Trump

L’industria farmaceutica americana credeva che le promesse di Trump di abbassare i prezzi dei farmaci sarebbero state dimenticate, ma le cose stanno prendendo una piega molto diversa…

Il nuovo Presidente degli Stati Uniti non aveva usato mezzi termini nella sua prima conferenza stampa lo scorso novembre: “Fino ad ora l’industria farmaceutica l’ha fatta franca” ma il nuovo governo statunitense negozierà nuovi prezzi dei farmaci a favore dei consumatori.

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla capacità di Donald Trump di spostare i mercati in pochi secondi, adesso sa cosa attendersi nei prossimi mesi. Subito dopo le sue dichiarazioni il Nasdaq Biotechnology Index e l’iShares Nasdaq Biotechnology Index ETF  sono caduti di quasi il 3%. Come pure il NYSEArca Pharmaceutical Index è sceso di quasi il 2%. Secondo Fortune, le nove più grandi aziende farmaceutiche che compongono l’indice S&P500, hanno perso circa 24,6 miliardi di dollari in soli 20 minuti.

Trump ha preso di mira la produzione di farmaci fuori dai confini statunitensi e i loro prezzi. Vendere farmaci negli Stati Uniti, producendoli all’estero e facendola franca nelle gare pubbliche ottenendo prezzi sfavorevoli ai consumatori, è una cosa che a Trump proprio non va giù. Perciò ha manifestato l’intenzione di creare nuove procedure per le gare pubbliche dei farmaci.

Trump ha preso di mira la produzione di farmaci fuori dai confini statunitensi e i loro prezzi

Gli Stati Uniti sono il più grande consumatore di farmaci del mondo, ma non esiste alcun meccanismo di offerta che metta in concorrenza le diverse case farmaceutiche, in modo da ottenere prezzi competitivi. Se cosį fosse, si risparmierebbero miliardi di dollari ogni anno, almeno secondo la ricetta che Trump ha in mente e che vorrebbe applicare anche ad altri settori.

Niente di sorprendente, poiché Trump aveva già espresso in più occasioni queste sue opinioni sull’industria farmaceutica durante la campagna elettorale.

La CNBC ha recentemente scritto che le multinazionali farmaceutiche farebbero meglio a prepararsi ad affrontare sul serio il problema di un presidente che vuole far scendere i prezzi dei farmaci, poiché ha tutto il potere per rendere la vita molto spiacevole alle aziende che non lo rispetteranno.


Come riportato da Bloomberg circa quanto detto alla recente conferenza JP Morgan Healthcare, il modello di pricing dei farmaci dovrà cambiare negli Stati Uniti, anche se la cosa spaventa molte persone.

Chissà se la stessa paura di diffonderà anche nell’industria farmaceutica di altri paesi occidentali… in Italia, per esempio!

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