Trasporto marittimo alla disperazione, nonostante le misure straordinarie

Le compagnie di navigazione adottano misure disperate per contrastare gli effetti della pandemia che hanno bloccato le spedizioni marittime.

Le società che si occupano di trasporto marittimo sono state trascinate alla disperazione dal caos generato dai lockdown per coronavirus. Prima in Asia, poi in Europa e infine negli Stati Uniti, chi si occupa di spedizioni via mare non è stato risparmiato.

Infatti, non sono stati chiusi solo gli impianti di produzione ma anche i porti, in parte a seguito delle severe politiche di prevenzione e in parte perché i lavoratori non potevano presentarsi al lavoro.

Ma adesso, le misure di lockdown sono diminuite quasi ovunque e le catene di approvvigionamento si stanno riprendendo abbastanza rapidamente. Purtroppo, i servizi di spedizione rimangono in crisi, forse ancora di più che in primavera.

Misure disperate per sopravvivere

Perciò, le compagnie marittime adottano misure disperate per poter sopravvivere. Come le partenze in bianco su quasi tutte le rotte. Navigare in bianco indica quando una linea di navigazione sospende temporaneamente il servizio, impiegando la nave su un’altra rotta o tenendola ancorata in porto.

Di conseguenza, i container si stanno accumulando nei porti perché le navi non viaggiano come previsto. I container che arrivano ai porti rimangono in attesa della prima nave in partenza, con conseguenti ritardi di settimane.

Nei porti c’è carenza di manodopera, soprattutto in paesi dove la pandemia si sta ancora diffondendo. Molti vettori stanno annullando rotte verso alcune destinazioni in Europa e in Nord America, una situazione che potrebbe continuare fino almeno alla fine di agosto.

Sommersi da container vuoti

Inoltre, quando un’aziende prova a prenotare un trasporto, scopre che non ci sono spedizionieri in grado di consegnare, oppure che la consegna avverrà con un ritardo di 2 o 3 settimane. Ciò porta all’accumulo di container vuoti nei porti. I porti nel Regno Unito, ad esempio, sono sommersi da container vuoti che causano la congestione dei depositi di stoccaggio portuali.

Le conseguenze tangibili di tutto questo sono l’aumento delle tariffe di spedizione. Per esempio, i prezzi tra India ed Europa sono aumentati fino al 60%, nonostante i volumi siano in calo. Anche nei porti nordamericani i volumi continuano ad essere depressi.

Ma quando il trasporto marittimo tornerà alla normalità? Con ogni probabilità i prezzi rimarranno elevati fino alla fine dell’anno e i ritardi nelle spedizioni si ridurranno gradualmente, per tornare alla normalità non prima dell’autunno.

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