Terre rare: i 10 più grandi produttori del mondo

La mappa dei più importanti produttori di terre rare del mondo vede il netto predominio della Cina, mentre il resto del mondo si sta sforzando per indebolire questo primato.

Terre rare: i 10 più grandi produttori del mondo

Anche lo scorso anno la produzione di terre rare è aumentata. Nel 2019 se ne producevano 220.000 tonnellate e nel 2020 se ne sono prodotte 240.000 tonnellate.

La domanda per questi metalli è in aumento per la sempre maggior importanza dell’energia rinnovabile in tutto il mondo. Terre rare come il neodimio e il praseodimio sono indispensabili per tutte le applicazioni di energia pulita e per le aziende ad alta tecnologia. Naturalmente, tra queste applicazioni ci sono anche i veicoli elettrici e le auto ibride.

Secondo gli ultimi dati (2020) dello US Geological Survey, ecco quali sono i 10 paesi che hanno estratto più terre rare a livello globale.

CINA (produzione mineraria: 140.000 tonnellate)

La Cina domina la produzione di terre rare ormai da diversi anni e, nel 2020, la sua produzione è cresciuta di 8.000 tonnellate. Nel paese vige un sistema di quote produttive che prevede, dal 2021 in poi, una quantità semestrale di 84.000 tonnellate (in aumento del 27,2% rispetto all’anno precedente). Questo sistema è una risposta al problema dell’estrazione illegale che, negli ultimi dieci anni ha portato alla chiusura di numerose miniere illegali o non conformi alle normative ambientali.

STATI UNITI (produzione mineraria: 38.000 tonnellate)

Anche gli Stati Uniti hanno aumentato la produzione, passando a 38.000 tonnellate dalle 28.000 tonnellate dell’anno precedente. Le terre rare statunitensi provengono da una sola solo miniera, quella di Mountain Pass in California. Gli Stati Uniti sono uno dei principali paesi importatori di questi metalli.

MYANMAR (produzione mineraria: 30.000 tonnellate)

Anche se sono disponibili poche informazioni sui giacimenti minerari di questo paese, sappiamo che la sua produzione è aumentata di 8.000 tonnellate rispetto al 2019. Il Myanmar ha uno stretto rapporto con la Cina e, nel 2020, ha fornito il 50% delle terre rare pesanti del gigante asiatico.

AUSTRALIA (produzione mineraria: 17.000 tonnellate)

La produzione di terre rare in Australia è aumentata costantemente negli ultimi anni. Tuttavia, nel 2020, è scesa a 17.000 tonnellate da 20.000 tonnellate nel 2019. Il paese detiene la sesta riserva più grande al mondo e spera quindi di aumentare la sua produzione.

MADAGASCAR (produzione mineraria: 8.000 tonnellate)

Raddoppio della produzione per il Madagascar rispetto al 2019. Nel paese ha preso il via un progetto estrattivo che si dice abbia una potenzialità di 562.000 tonnellate di ossidi di terre rare.

INDIA (produzione mineraria: 3.000 tonnellate)

L’attuale settore delle terre rare in India è molto al di sotto del suo potenziale. Il paese detiene quasi il 35% dei depositi minerali globali di spiagge sabbiose, che sono fonti significative di questi metalli, ma la sua produzione nel 2020 è stata di sole 3.000 tonnellate, in aumento di 100 tonnellate rispetto all’anno precedente.

RUSSIA (produzione mineraria: 2.700 tonnellate)

Anche la Russia ha una produzione insoddisfacente, tanto che sta riducendo le tasse minerarie e offrendo prestiti agevolati per alcuni progetti destinati ad aumentare la produzione di terre rare.

THAILANDIA (produzione mineraria: 2.000 tonnellate)

La produzione di terre rare della Thailandia è aumentata di 100 tonnellate rispetto al 2019. Le riserve del paese non sono attualmente note.

VIETNAM (produzione mineraria: 1.000 tonnellate)

Il paese ospita diversi depositi di terre rare, concentrati soprattutto sul confine nordoccidentale con la Cina e lungo la costa orientale. Dal momento che il Vietnam è intenzionato a sviluppare la sua capacità di energia pulita, compresi i pannelli solari, sta cercando aumentare l’estrazione per alimentare la sua catena di approvvigionamento.

10º

BRASILE (produzione mineraria: 1.000 tonnellate)

Anche se nel 2012 è stato scoperto nel paese un giacimento di terre rare da 8,4 miliardi di dollari, finora, sembra che non siano stati fatti molti sforzi per sfruttarlo.

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