Scoppia la guerra dei prezzi del petrolio. Le quotazioni perdono il 30 percento

I prezzi del petrolio si schiantano del 30%. La guerra del petrolio è cominciata e c’è da scommettere che dopo, nulla sarà più come prima…

La Russia ha appena scatenato la guerra del petrolio. Potrebbe essere una delle peggiori guerre di prezzo nella storia recente.

Le forze in campo più potenti sono, oltre alla Russia, l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti. Si stanno affrontando le due superpotenze petrolifere Russia e Arabia Saudita, mentre le compagnie petrolifere americane potrebbero diventare le maggiori vittime.

Tutto comincia con una dichiarazione di Putin

Tutto è cominciato ieri (domenica), quando il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che i prezzi attuali del petrolio sono del tutto sostenibili per l’economia russa. Ha anche aggiunto che la Russia possiede gli strumenti per reagire a qualsiasi scenario avverso sui mercati finanziari per la diffusione del coronavirus.

Voglio sottolineare che per il bilancio russo, per la nostra economia, l’attuale livello dei prezzi del petrolio è accettabile“, ha spiegato Putin in un incontro con i funzionari russi che si occupano del settore energetico.

Adesso, gli analisti vedono nero e qualcuno prevede che i prezzi andranno a 20 dollari al barile entro l’anno. Per gli esperti la mossa della Russia ha l’obbiettivo di contrastare i produttori statunitensi di scisto e di rispondere alle sanzioni degli Stati Uniti contro il gasdotto Nord Stream 2, che collega Russia e Germania.

L’Arabia Saudita contrattacca

L’Arabia Saudita è stata costretta a fare marcia indietro nella sua strategia di difendere i prezzi del petrolio. Non solo ridurrà il prezzo per il grezzo non raffinato ai consumatori cinesi di ben 6 o 7 dollari al barile, ma si dice anche che stia per aumentare la produzione giornaliera non raffinata di ben 2 milioni di barili al giorno.

La mossa improvvisa e scioccante dei sauditi è una dichiarazione di guerra nei confronti della Russia. Inoltre, è un tentativo di conquistare, o perlomeno di non perdere, quote di mercato.

Non è stato necessario nemmeno aspettare l’apertura dei mercati per conoscere le nuove quotazioni del petrolio. A pochi secondi dall’apertura del mercato di domenica sera, i prezzi del petrolio sono crollati del 30%. Il greggio è al suo livello più basso in quattro anni.

Adesso, lunedì 9 marzo, il Brent quota circa 35 dollari al barile, mentre il WTI quota circa 32 dollari.

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