Ci saranno abbastanza metalli per lo sviluppo delle energie rinnovabili?

La transizione verso le energie verdi è metallivora, necessita cioè di grandi quantità di specifici metalli e minerali. Ce ne saranno abbastanza?

Ci saranno abbastanza metalli per lo sviluppo delle energie rinnovabili?

Le società più avanzate sono lanciate come una locomotiva in corsa verso un nuovo paradigma energetico. Si tratta di una transizione energetica che dovrebbe portare ad economie più sostenibili per l’intero pianeta, ma che richiede una grande quantità di alcuni minerali che, fino ad oggi, erano in parte trascurati.

Negli ultimi 2 decenni, secondo l’International Energy Agency (IEA), l’elettricità prodotta da tecnologie rinnovabile è cresciuta al ritmo più veloce di sempre.

Tutto ciò comporta una domanda in crescita per minerali e metalli utilizzati dalle tecnologie rinnovabili. Ma quali sono esattamente questi metalli? In che misura ne sono coinvolti?

Il numero e la quantità di metalli utilizzati variano in base alla tecnologia. Litio, nichel, cobalto, manganese e grafite sono importanti per le batterie, mentre alcune terre rare sono indispensabili nei magneti permanenti che aiutano a far girare le turbine eoliche e i motori elettrici. In particolare, una tipica auto elettrica richiede sei volte i minerali di un’auto convenzionale e un parco eolico onshore richiede nove volte più minerali di una centrale elettrica a gas con una potenza simile.

Le reti elettriche hanno bisogno di enormi quantità di rame e alluminio, con il metallo rosso che è una chiave di volta per tutte le tecnologie legate all’elettricità.

Auto elettriche e auto convenzionali

kg/veicoloRameLitioNichelManganeseCobaltoGrafiteZincoTerre rareAltro
Auto elettriche53,28,939,924,513,366,30,10,50,31
Auto convenzionali22,30011,2000,100,3
dati IEA


È inevitabile che se non ci sarà una quantità sufficiente di metalli, la transizione verso le energie rinnovabili rischia di rallentare o addirittura di fermarsi. Sempre secondo l’IEA, il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima quadruplica la domanda di minerali entro il 2040.

Di certo, i prezzi dei metalli cresceranno, ma questo non è il principale problema. Il problema principale sono gli investimenti in nuove attività minerarie per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Ad oggi, questi investimenti mancano.

Secondo la società di consulenza Wood Mackenzie, il settore minerario dovrebbe investire 1,7 trilioni di dollari nei prossimi 15 anni per riuscire a fornire tutti quei metalli che servono alle energie rinnovabili.

Quali e quanti metalli servono per…

kg/MWRameNichelManganeseCobaltoCromoMolibdenoZincoTerre rare
Eolico offshore8.00024079005251095.500239
Eolico onshore2.9004047800470995.50014
Fotovoltaico2.8221.30000300
Nucleare1.473129714802.1907000,5
Carbone1.1507214,632013086600
Gas naturale1.1001601,848,34000
dati IEA

Non per essere pessimisti, ma il settore minerario non è pronto per supportare una così forte accelerazione della transizione energetica. Ci sono tutta una serie di fattori che rendono particolarmente difficile garantire le quantità di metallo di cui hanno bisogno le tecnologie rinnovabili. Possiamo riassumere questi fattori nel seguente elenco:

  • alta concentrazione geografica della produzione;
  • tempi lunghi per lo sviluppo di nuovi progetti minerari;
  • risorse minerarie in impoverimento o, in alcuni casi, in esaurimento;
  • crescenti vincoli ambientali e sociali nello sfruttamento delle risorse naturali;
  • aumento del rischio climatico e dei suoi disastrosi effetti.

Insomma, come accennato, i prezzi dei metalli che cresceranno per effetto di un deficit di offerta non sono la principale preoccupazione, anche se qualcuno dovrà pagarli (i consumatori?). L’incubo potrebbe invece essere quello di un rallentamento, se non un fermo, delle energie rinnovabili, che potrebbe innescare una crisi energetica di grandi dimensioni dalle conseguenze per il momento imprevedibili.

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