Pablo Escobar, un Robin Hood che guadagnava 430 milioni a settimana

Il signore della droga colombiano Pablo Escobar era tra gli uomini più ricchi che siano mai esistiti. La sua vita continua ad ispirare registi e scrittori.

Pablo Escobar, un Robin Hood che guadagnava 430 milioni a settimana

Chissà perché, ma la vita di Pablo Escobar continua ad affascinare ed incuriosire moltissime persone in tutto il mondo. Eppure, Pablo era il barone colombiano della droga, un narcoterrorista e un feroce assassino, nonché il criminale più ricco del mondo che, all’apice del suo potere, controllava l’80 percento del mercato mondiale della cocaina.

Pablo Escobar iniziò la sua attività criminale da adolescente, vendendo diplomi scolastici falsi prima e apparecchiature stereo e lapidi mortuarie rubate poi. Crescendo, passò al furto di automobili e per questo venne arrestato una prima volta. Era il 1974.

Continuò l’attività contrabbandando sigarette, cosa che gli sarebbe servita per diventare in seguito un trafficante di droga in collaborazione con altri criminali facenti capo al cartello di Medellín.

Il Cartello di Medellín

Questa organizzazione criminale operò in Colombia dal 1972 al 1993, anni durante i quali raggiunse un potere enorme, trafficando cocaina in Bolivia, Colombia, Perù, America Centrale, Bahamas, Stati Uniti e Canada. Escobar ne era il capo indiscusso e si dice che riuscisse a contrabbandare oltre 15 tonnellate di cocaina al giorno. Ogni settimana, Pablo incassava qualcosa come 420 milioni di dollari!

Ma il Cartello di Medellín non si occupava solo di narcotraffico. Voleva anche controllare la politica del paese, scatenando una guerra contro il governo colombiano. Tra rapine, omicidi e attentati, si stima che sia stato responsabile della morte di 4.000 persone.

Grazie a tutte queste attività criminali, Pablo divenne straordinariamente ricco e Forbes lo ha incluso per sette anni nell’elenco delle persone più ricche del mondo. Possedeva aerei privati, ville e persino una prigione di lusso, chiamata La Catedral, da lui stesso costruita per scontare una condanna-farsa dopo aver ucciso il Ministro della Giustizia e per evitare l’estradizione negli Stati Uniti.

Narcotrafficante o Robin Hood?

La figura di Pablo Escobar non è certo identificabile con quella di un comune delinquente, per quanto ricco e potente. In qualche modo, era anche un filantropo. Infatti, realizzò una specie di programma sociale per i poveri, costruì ospedali, stadi e fu lo sponsor di squadre di calcio locali. Tutte queste attività lo portarono ad essere eletto al Congresso colombiano nel 1982. Secondo qualcuno, sognava di diventare presidente del paese.

Nel 1993, le autorità colombiane, insieme a funzionari statunitensi e trafficanti di droga rivali, presero d’assalto l’edificio in cui si nascondeva, uccidendolo mentre cercava di fuggire. Mentre il governo colombiano festeggiava la morte di Pablo Escobar, molti colombiani piangevano. Ormai era diventato un mito e la sua vita una leggenda che, con il passare degli anni, è diventata globale, ispirando film e serial televisivi che hanno tenuto incollato allo schermo milioni di persone.

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