La minaccia del cambiamento climatico: a rischio il 40% di petrolio e gas

Altre brutte notizie sul fronte energetico. Il cambiamento climatico minaccia seriamente le riserve di gas e petrolio del pianeta, con effetti che sono già visibili.

La minaccia del cambiamento climatico: a rischio il 40% di petrolio e gas

Gli eventi meteorologici estremi derivanti dal cambiamento climatico stanno minacciando il 40% delle riserve globali di petrolio e di gas. Questa è la conclusione di un recente rapporto di Verisk Maplecroft, una società inglese di consulenza sui rischi economici, politici e ambientali.

Sono a rischio 600 miliardi di barili di petrolio equivalente

Si tratta di una cifra spaventosamente grande: circa 600 miliardi di barili di petrolio equivalente. Tanto per avere qualche confronto, in tutto il mondo, si consumano circa 100 milioni di barili al giorno.

Secondo Verisk Maplecroft, circa il 10,5% delle riserve globali di petrolio e gas recuperabili si trova in luoghi che sono stati classificati come estremamente rischiosi in base agli indici di esposizione ai cambiamenti climatici, mentre l’altro 29,5% è stato valutato come altamente rischioso. I rischi sono tempeste e inondazioni, innalzamento del livello del mare e temperature estreme.

Ma in questo contesto assai preoccupante, ci sono paesi più esposti di altri. L’Arabia Saudita, la Nigeria e l’Iraq sono tra i più vulnerabili a questi eventi. Insieme, questi tre paesi rappresentano quasi un quinto delle riserve di petrolio e gas del mondo.

Gli effetti disastrosi del cambiamento climatico sono già qui

Ma non c’è da pensare che si tratti soltanto di minacce future. Gli effetti negativi del cambiamento climatico hanno già iniziato a manifestarsi. Per esempio, a febbraio 2021, un ondata di freddo estremo ha colpito lo stato americano del Texas, devastando l’industria petrolifera e del gas e lasciando milioni di persone senza elettricità e riscaldamento.

Lo studio di Verisk Maplecroft evidenzia come questi questi tipi di eventi diventeranno sempre più frequenti e più estremi, creando shock ancora maggiori per il settore del petrolio e del gas. La transizione verso un mondo a basso tenore di CO2 sarà lunga, difficile e molto rischiosa.

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