Gli investimenti sostengono l’argento. Rivedremo i prezzi a 50 dollari?

Il prezzo dell’argento continua ad oscillare tra i 27 e 28 dollari, mentre la domanda di investimenti in ETF, monete e lingotti rimane forte.

Gli investimenti sostengono l'argento. Rivedremo i prezzi a 50 dollari?

Se ci voltiamo indietro a guardare i prezzi dell’argento di un anno fa ci accorgiamo che sono notevolmente aumentati. A maggio 2020 erano a 16,50 dollari all’oncia (2 mesi prima avevano toccato 11,94 dollari) e oggi sono al di sopra della soglia dei 28 dollari.

La crescita non è stata regolare ma, come spesso avviene con l’argento, con molte irregolarità. Di fatto però, in dodici mesi il metallo è cresciuto del 63% e, secondo CPM Group, continuerà il suo trend al rialzo almeno per i prossimi tre anni.

La strada verso i 50 dollari

In questo periodo di tempo potrebbe anche superare i suoi massimi di 50 dollari, raggiunti nel 1980 e nel 2011. Tuttavia, sempre secondo CPM Group, la strada della crescita non sarà dirompente e, soprattutto nel corso di quest’anno, abbastanza modesta.

Si tratta di previsioni basate sull’aspettativa di una crescita economica in progressivo rallentamento nei prossimi anni, di un forte calo del PIL globale e dell’avvicinarsi di un’altra recessione. Uno scenario potrebbe essere quello di una grave crisi finanziaria, che probabilmente inizierà in qualche paese sovra indebitato che innescherà una recessione mondiale.

Record per gli investimenti in argento

Tornando all’argento, la domanda di investimenti in ETF, lingotti e monete ha stabilito nuovi record nel 2020, superando gli 80 milioni di once di acquisti netti. Si pensa che questo boom sia dovuto alle grandi quantità di liquidità immesse sui mercati attraverso la politica fiscale e monetaria seguita alla pandemia.

Come accennato, questa tendenza continuerà anche nel corso di quest’anno e le previsioni parlano di 120 milioni di once di acquisti netti. A sostenere la domanda c’è anche il settore industriale, con la produzione di pannelli solari, di automobili e di dispositivi tecnologici.

Naturalmente, quanto più i prezzi cresceranno, tanto meno si sprecherà metallo. Aumenterà il riciclo di argento che, solo nello scorso anno, ammontava a circa 215 milioni di once ( circa 6.100 tonnellate).

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