India, la nuova locomotiva dell’economia mondiale

È l’India la nuova Cina? Secondo gli ultimi dati disponibili, l’economia indiana si sta muovendo in controtendenza rispetto al resto del mondo e le prospettive sembrano assai promettenti.

A che ritmi sta crescendo l’economia mondiale?

Secondo gli ultimi dati dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) il PIL del mondo nel 2016 crescerà del 3% e nel 2017 del 3,3%.

Una crescita troppo lenta, che ha portato Catherine Mann, capo economista dell’OCSE, a esortare i politici di tutto il mondo a dare la massima priorità a tutte quelle riforme strutturali che possono migliorare la concorrenza di mercato, l’innovazione e il dinamismo dell’economia.

Insomma, le sole politiche monetarie a supporto dell’economia non sono sufficienti ma, anzi, rischiano di assuefare le forze del mercato, intrappolandole in un circolo vizioso che non permette loro di esprimersi liberamente. Come molti economisti sostengono da tempo, senza riforme strutturali, soprattuto fiscali, l’economia non intraprenderà mai il sentiero della crescita. Le politiche monetarie dei tassi di interesse negativi hanno aiutato per quello che potevano ma, adesso, non c’è da sperare che possano fare di più.

Il PIL del primo trimestre ha registrato un impressionante +7,9%

In questo scenario di un’economia mondiale impantanata nelle sabbie mobili di una crescita al rallentatore, esiste una nazione in clamorosa controtendenza: l’India.

A maggio, la produzione manifatturiera del paese è cresciuta per il quinto mese consecutivo. Il PIL del primo trimestre ha registrato un impressionante +7,9%, dopo una crescita del 7,3% nel 2015. Credit Suisse ha classificato l’India al primo posto dell’April Emerging Consumer Survey 2016.

La domanda di petrolio del paese è prevista in rapida crescita tra oggi e il 2040, con consumi attuali di 4,5 barili al giorno (mese di marzo), in crescita rispetto a quelli dell’anno scorso. L’India sorpasserà il Giappone come secondo più grande consumatore di petrolio in Asia (il primo consumatore è ancora la Cina).

Le nuove politiche del governo indiano rendono l’economia del paese simile a quella della Cina alla fine degli anni ’90. Un consumo pro-capite di petrolio relativamente basso e un mercato automobilistico in pieno boom, ma ancora agli inizi. Soltanto 17 indiani su 1.000 possiedono l’automobile, quando in Italia il cosiddetto tasso di penetrazione  dell’auto è di 608 ogni 1.000 abitanti e negli Stati Uniti è addirittura di 850 ogni 1.000 abitanti.

Presumibilmente, succederà la stessa cosa che è accaduta in Cina, dove nel 1979 c’erano soltanto 60 automobili private in tutto il paese e oggi è il mercato automobilistico più grande al mondo.

Più di 600 milioni di indiani di età inferiore ai 25 anni (dati 2014) aspirano a conquiste sociali e inseguono il sogno americano. Il paese è sulla buona strada per diventare il terzo più grande mercato di automobili del mondo entro il 2020, dietro alla Cina e agli Stati Uniti.

Sarà l’India a salvare l’economia del mondo?

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