Il grande e costoso errore energetico dell’Italia

L’Italia, insieme all’Europa, non ha mai dato priorità alla sicurezza energetica e ora si trova nei guai. I prezzi altissimi per l’energia che stiamo pagando sono il frutto di scelte politiche fatte con superficialità, incompetenza e totale incoscienza.

Il grande e costoso errore energetico dell'Italia

L’Italia ha rifiutato l’energia nucleare e, di conseguenza, è diventata dipendente energeticamente dal gas russo. In Europa è stata seguita anche dalla Germania che, dopo l’incidente di Fukushima, ha deciso che era meglio non avere centrali nucleari ma utilizzare il gas naturale della Russia.

Scambiare un rischio per l’altro, ma in silenzio

In pratica, si è scambiato un rischio per l’altro (rischio di un incidente nucleare contro il rischio geopolitico), ma senza dirlo esplicitamente, lasciando i cittadini a cullarsi nell’illusione che l’energia non avrebbe mai potuto essere un problema, tanto più con l’avvento dell’energia rinnovabile.

Adesso, con la situazione delle forniture di gas dalla Russia che sta per precipitare, il governo italiano si trova ad affrontare il costo vertiginoso del gas naturale derivante dalla guerra in Ucraina mentre, affannosamente, cerca di firmare contratti di fornitura (in alcuni casi GNL) con qualsiasi paese disposto a farlo: Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Algeria, Arabia Saudita, etc. etc.

Presumibilmente, gran parte di questo nuovo gas dovrebbe servire a rimpiazzare le forniture di Gazprom. È vero che la diversificazione dell’offerta riduce il rischio, ma la dipendenza da paesi come il Qatar o la Repubblica Democratica del Congo è davvero una scelta a basso rischio? Anche la dipendenza dal gas naturale russo una volta era considerata una decisione a basso rischio…

Quanto ci è costato fino ad oggi tentare di rimpiazzare il gas russo?

Tra l’altro, sarebbe molto interessante conoscere quali sono i differenziali di costo tra le forniture economiche di gas russo rispetto ai costi astronomici del gas proveniente dai nuovi fornitori. Mentre ci stiamo avviando verso mesi di razionamenti energetici e di sacrifici, sarebbe un diritto dei cittadini conoscere quanto è costata la decisione di dichiarare una guerra sanzionatoria alla Russia, almeno in termini di maggiori costi del gas naturale.

Le infrastrutture e l’approvvigionamento energetico sono una componente vitale della sicurezza di un paese. In Italia, il disinteresse dell’opinione pubblica, la mancanza di informazione e l’ignoranza della classe politica circa le questioni energetiche nazionali si stanno dimostrando un errore grosso e costoso, che avrà conseguenze disastrose anche per le prossime generazioni.

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