Falsi miti e stereotipi: non è la moda il pilastro dell’export italiano!

Trattando di una delle più importanti risorse per il presente e il futuro economico del paese, abbondano credenze sbagliate e stereotipi.

Per un qualsiasi cittadino è importante conoscere i pilastri dell’economia in cui vive. Solo così potrà esprimere un giudizio consapevole su questioni economiche in tutte le occasioni di scelta democratica, dai referendum alle elezioni.

Probabilmente, sono in molti a molti a rendersi conto che l’Italia ha nelle esportazioni uno dei suoi punti di forza, una grande risorsa per il presente e per il futuro economico del paese. Tuttavia, se entriamo un po’ più nel merito, la percezione comune abbonda di stereotipi e luoghi comuni che non hanno nulla a che fare con la realtà.

Qualcuno sarà sorpreso nello scoprire che non sono ne la moda ne i prodotti alimentari a costituire l’asse portante del “made in Italy“. Gli articoli di abbigliamento, per esempio, rappresentano solo il 4% circa delle esportazioni italiane (quinto prodotto maggiormente esportato).

La meccanica, questa sconosciuta…

Ma allora che cosa davvero è il “made in Italy“? Sostanzialmente è la meccanica (macchine) a costituire la parte nettamente più importante dell’export italiano, con il 15% delle esportazioni complessive. Si tratta di tutta una vasta gamma di prodotti, certamente meno noti delle griffe della moda o dell’alimentare, che rappresentano un patrimonio di know how di grande valore e che vengono richiesti in tutto il mondo.

Tanto per fare degli esempi parliamo di forni, sistemi di riscaldamento, macchine e apparecchi di sollevamento e movimentazione, macchine e attrezzature per ufficio, attrezzature per la refrigerazione e la ventilazione, macchine per la metallurgia, per l’industria alimentare, per le industrie tessili, etc. etc. Le mete preferite della meccanica italiana sono, da sempre, Stati Uniti e Germania, ma anche Cina, Russia e Canada.

Medicinali e farmaceutica sul podio

Ma c’è anche la nostra industria farmaceutica, che occupa la prima posizione della classifica davanti alle 3 voci che riguardano le macchine, a recitare un ruolo da protagonista (6,2% del totale delle esportazioni). Un settore trainante che, nei primi mesi del 2020, ha registrato crescite sorprendenti: +19.6% nel primo bimestre +32.5% a marzo (dati Istat).

Ma ecco la graduatoria delle 10 più importanti voci dell’export italiano, secondo i dati 2019 dell’Osservatorio Economico sul Commercio Internazionale (dati espressi in percentuale dell’export complessivo).

Le 10 categorie di prodotti italiani più esportati nel mondo (2019)
  1. Medicinali e prodotti farmaceutici (6,2%)
  2. Macchine: per movimentazione, refrigerazione, forni, etc. (5,4%)
  3. Macchine di impiego generale (5,1%)
  4. Macchine speciali: per metallurgia, per alimentare, per plastica, etc. (4,5%)
  5. Autoveicoli (4,4%)
  6. Abbigliamento (4%)
  7. Prodotti chimici (3%)
  8. Accessori per auto (2,9%)
  9. Metalli (2,6%)
  10. Materie plastiche (2,6%)

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