Crisi in Ucraina, lato B. I guadagni inaspettati delle miniere in Sudafrica

Le aziende minerarie in Sudafrica trarranno grandi benefici della guerra tra Russia e Ucraina e dalle sanzioni occidentali.

Crisi in Ucraina, lato B. I guadagni inaspettati delle miniere in Sudafrica

Mentre l’Europa sta facendo i conti con un’inflazione che cresce e la carenza di materie prime, in un’altra zona del globo qualcuno sorride perché il conflitto tra Russia e Ucraina porterà consistenti vantaggi.

Infatti, in Sudafrica, il settore minerario del platino/palladio dovrebbe avvantaggiarsi di quello che sta accadendo in Ucraina. Il motivo è che la Russia è il secondo produttore mondiale di metalli del gruppo del platino (PGM) dopo il Sudafrica. Tuttavia, le sanzioni occidentali contro la Russia cambieranno gli attuali equilibri di mercato, consentendo al Sudafrica di guadagnare quote di mercato a svantaggio dei produttori russi.

Prezzi più alti significano maggiori entrate fiscali

Il Sudafrica, che detiene il primato mondiale nella produzione di platino e palladio, beneficerà anche dei prezzi più elevati conseguenti alla crisi RussiaUcraina che si trasformeranno in maggiore riscossione delle entrate fiscali dal settore minerario nazionale.

L’effetto è già visibile nelle performances dei titoli azionari delle società minerarie quotate alla Borsa di Johannesburg (JSE). Per esempio, nell’ultimo mese, la società Thungela Resources Ltd (produce carbone termico) ha guadagnato circa il 46% e la Harmony Gold Mining Company Ltd (oro), è aumentata di oltre il 41%.

Se il settore auto tracolla…

C’è molto ottimismo tra gli analisti circa le prospettive del Sudafrica a seguito del conflitto Russia-Ucraina. Tuttavia, Anchor Capital Investment avvisa di un pericolo che avrebbe conseguenze negative per tutti. Si tratta della possibilità di una grave carenza globale di PGM, soprattutto platino e palladio, che metterebbe in croce i produttori automobilistici.

Secondo Independent Online, la Russia attualmente produce circa il 38% della fornitura globale di palladio, il 10% di platino e rodio, l’8% di iridio e il 4% di rutenio. Di conseguenza, le case automobilistiche potrebbero non riuscire a produrre i veicoli programmati per mancanza di palladio.

Già ad oggi, sia Volkswagen che BMW hanno tagliato la produzione in diversi stabilimenti a causa della mancanza di chip a seguito della pandemia di COVID-19 e per la carenza di altri componenti critici dopo la crisi tra Russia e Ucraina.

Stop alla Russia, avanti Sudafrica e Zimbabwe

Per quanto riguarda palladio e platino, gli esperti prevedono che con la domanda globale aumenterà, mentre l’offerta rimarrà nelle mani di pochi fornitori. Il Sudafrica è uno di questi, oltre ad essere il fornitore più grande.

Rimane da vedere se i clienti che migrano dai fornitori russi non preferiscano cercare approvvigionamenti più economici di quelli sudafricani, rivolgendosi per esempio ad un paese come lo Zimbabwe, terzo produttore mondiale di platino e quinto produttore di palladio.

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