Blackout di corrente in vista? In Kosovo sta già succedendo

In Europa, la crisi energetica si fa sentire: in Kosovo ci sono continui blackout che colpiscono la maggior parte dei suoi due milioni di cittadini.

Blackout di corrente in vista? In Kossovo sta già succedendo

L’Europa si trova a dover affrontare la peggiore crisi energetica di sempre, ma il peggio potrebbe non essere finito poiché l’inverno è appena iniziato.

Se ne stanno accorgendo in Kosovo, il paese più povero del continente, dove la Kosovo Electricity Distribution Co. (KEDS) ha introdotto interruzioni dell’elettricità di due ore. I consumi aumentano, mentre la produzione del paese è bassa e i prezzi dell’energia importata altissimi.

Sistematici blackout

I consumatori stanno vivendo sistematici blackout di corrente, con le due centrali a carbone del paese che hanno recentemente subito diversi guasti. Di fatto, il sistema energetico kosovaro dipende totalmente dalle importazioni. L’operatore del sistema di distribuzione, KEDS, ha avvisato la popolazione che la corrente elettrica sarebbe stata tagliate per due ore alla volta in diverse aree del paese. Le motivazioni addotte sono state di un aumento significativo del consumo di elettricità, di un divario tra produzione e consumo interno e di un enorme crescita del prezzo dell’elettricità sui mercati internazionali.

Il più grande esportatore del paese, la Ferronikeli (produttore di ferro-nichel), ha dovuto interrompere tutta la produzione sine die.

Erano 10 anni che nel Kosovo non si verificavano blackout sistematici, nonostante il paese soffra di problemi nella pianificazione energetica, con un nuovo progetto di centrale elettrica a carbone cancellato e quello di un nuovo gasdotto sospeso. Inoltre, le 2 centrali termoelettriche, Kosova A e Kosova B, sono vecchie e in cattive condizioni.

Grossi guai energetici nei Balcani occidentali

Il Kosovo produce il 94,8% della sua elettricità dal carbone, vantando il non invidiabile primato del secondo paese del mondo in questa condizione. In realtà, il problema investe un po’ tutti i Balcani occidentali, dove la diffusione delle energie rinnovabili è stata lenta.

Per la crisi energetica in Albania il governo ha dichiarato lo stato di emergenza. In Serbia, la scorsa settimana, il governo ha avvertito che potrebbe vietare le esportazioni di elettricità quest’inverno per mantenere bassi i prezzi dell’energia domestica. In Repubblica Ceca, una delle più grandi utility del paese, il Bohemia Energy Group con quasi un milione di famiglie come clienti, ha appena dichiarato fallimento. Infine, anche la Moldavia ha dichiarato lo stato di emergenza a causa della carenza di gas naturale.

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