Bene la domanda di acciaio in Europa, ma le prospettive rimangono incerte

Gli ultimi dati di EUROFER mostrano una domanda di acciaio nella UE in crescita nel 2021, ma i rischi e le incertezze sono ancora alti.

Bene la domanda di acciaio in Europa, ma le prospettive rimangono incerte

Lo scorso anno, la pandemia di COVID-19 ha colpito duramente la domanda di molti prodotti e materiali.

Tra questi, ovviamente, c’era l’acciaio. La domanda di prodotti che utilizzano acciaio era crollata e l’edilizia si era fermata. Ma, quest’anno, sembra tutta un’altra storia come mostrano gli ultimi dati della European Steel Association (EUROFER) circa la ripresa della domanda nei paesi dell’Unione Europea.

Consumi in crescita nell’Unione Europea

Nella UE28 il consumo apparente di acciaio è aumentato del 3,6% nel quarto trimestre del 2020 mentre, nel primo trimestre del 2021, il consumo apparente di acciaio è aumentato dello 0,9%.

Anche se la ripresa economica in Europa sembra irregolare e a rischio di frenata, il settore siderurgico dovrebbe godere di una domanda in ripresa, almeno fino alla fine di quest’anno. Di fatto, molti settori industriali hanno visto una ripresa più forte del previsto e la produzione sta recuperando le perdite subite durante la pandemia.

Ma un altro fattore sta giocando a favore dei produttori di acciaio europei. Le importazioni da paesi terzi hanno continuato a diminuire nella prima parte del 2021. Dopo un calo record (-25,4%) nel terzo trimestre 2020, le importazioni da paesi terzi sono diminuite anche nel quarto trimestre (-5,4%) e nel primo trimestre del 2021 (-2,5 %).

I settori europei che utilizzano l’acciaio hanno registrato una produzione più forte verso la fine del 2020 e anche nel 2021. Anche se la produzione del quarto trimestre 2021 è rimasta negativa (-1,4%), ha però segnato un miglioramento significativo rispetto al calo del 6,8% del terzo trimestre 2020.

Il COVID-19 fa ancora paura

Tuttavia, gli analisti di EUROFER avvertono che l’intero settore siderurgico si sta muovendo su un terreno molto fragile, soprattutto a causa dell’aumento delle infezioni da variante Delta.

L’industria europea ha recuperato bene le perdite produttive subite durante la pandemia di COVID-19, ma resta ancora esposta a rischi significativi per la continua incertezza sui piani vaccinali e sulle conseguenze della pandemia in corso.

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