La battaglia per il petrolio del Suriname sta per iniziare

La recente scoperta di un ricco giacimento in Suriname, promette di scatenare una corsa per il controllo del petrolio tra Cina, Stati Uniti ed Europa.

La scoperta di un grande giacimento petrolifero al largo della costa del Suriname ha conquistato le pagine di molti giornali internazionali nelle ultime settimane.

Il Suriname è un piccolo paese sulla costa nord-occidentale dell’America Latina, con meno di un milione di abitanti e un PIL pro capite di solo 6.310 dollari. Perciò, la nuova scoperta potrebbe essere una vera e propria rivoluzione per il paese.

La scommessa francese ha dato i suoi frutti

È stato il successo delle ricerche petrolifere nella vicina Guyana a suscitare l’interesse per le acque adiacenti del Suriname, che hanno caratteristiche geologiche simili. Sono state la American Apache e la French Total a scommettere sul Suriname. Adesso, l’enorme ricchezza petrolifera potrebbe cambiare le sorti del piccolo paese sudamericano alle prese con un disastro finanziario ed economico ormai da due anni.

Il Suriname è un paese scarsamente popolato, grande circa come mezza Italia, ma con impressionanti risorse naturali. Esporta infatti materie prime come oro, metalli preziosi e legno. Ovviamente, il crollo dei prezzi delle materie prime ha avuto un effetto deprimente sull’economia del paese.

A parte grossi dubbi su come l’attuale classe politica corrotta possa utilizzare le entrate future della produzione di petrolio, si saranno certamente importanti ripercussioni geopolitiche.

Sempre più Cina e sempre meno Europa

Attualmente, il paese esporta soprattutto in Svizzera, Hong Kong, Belgio e Lussemburgo (oro e metalli preziosi). Inoltre, le relazioni del Suriname con il suo ex colonizzatore, i Paesi Bassi, si sono deteriorate nel corso degli anni, mentre si sono rafforzate le relazioni con la Cina.

I cinesi stanno infatti finanziando una serie di opere in tutto il paese. Il potenziale è enorme dal momento che il Suriname è relativamente sottosviluppato e con abbondanti risorse naturali. Inoltre, la Cina è la maggior creditrice, con in mano più di un terzo del debito del paese.

Al contrario, nonostante forti legami sociali con i Paesi Bassi, le relazioni politiche ed economiche tra i due paesi sono peggiorate a causa del massacro di 15 oppositori politici (1982) da parte dell’attuale presidente del Suriname, Desi Bouterse. Come se non bastasse, i Paesi Bassi lo hanno condannato anche per traffico di cocaina.

Un Presidente impresentabile

Anche se un tribunale del Suriname lo ha dichiarato colpevole, Bouterse gode dell’immunità grazie alla sua presidenza. Certamente, la nuova ricchezza energetica rafforzerà la posizione di Bouterse e peggiorerà ulteriormente le relazioni diplomatiche del Suriname con i Paesi Bassi e l’Europa. Inoltre, anche le relazioni del paese con gli Stati Uniti sono peggiorate da quando il figlio del presidente è stato arrestato e condannato dagli americani per i suoi legami con gli Hezbollah libanesi.

Perciò, la Cina è l’unico paese con la capacità e la volontà di offrire i servizi di cui il Suriname e il suo presidente hanno bisogno.

Ma la nuova scoperta petrolifera potrebbe cambiare le cose, rendendo più conveniente per gli Stati Uniti e per l’Europa corteggiare il piccolo paese sudamericano, a prescindere dal fatto che il suo presidente sia un dittatore e un criminale.

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