Le banche di investimento prevedono prezzi del petrolio più alti

Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno alzato le loro previsioni sul prezzo del greggio Brent dopo che l’ OPEC+ ha deciso, da novembre, di tagliare la produzione di 2 milioni di barili al giorno.

Le banche di investimento prevedono prezzi del petrolio più alti

Oggi (12 ottobre), il prezzo del Brent è di 94,58 dollari al barile, in ribasso dai quasi 100 dollari toccati la scorsa settimana. Le preoccupazioni economiche globali, incluso un rallentamento della Cina, stanno colpendo tutti i mercati.

Tuttavia, le più importanti banche d’investimento si aspettano un’inversione di marcia.

Morgan Stanley e Goldman Sachs sono decisamente rialzisti

Morgan Stanley ha aumentato le sue previsioni sul prezzo del petrolio a 100 dollari al barile per i primi tre mesi del 2023 anche a causa di un deficit sul mercato petrolifero di 0,9 milioni di barili al giorno nel corso del prossimo anno.

Anche Goldman Sachs ha incrementato le sue previsioni sul prezzo del petrolio dicendo che il taglio della produzione concordato dall’OPEC+ porterà a rialzi dei prezzi in futuro. Per Goldman Sachs il petrolio raggiungerà 104 dollari quest’anno e 110 dollari nel 2023.

Inoltre, dato che esiste la possibilità di un esaurimento delle attuali scorte globali, c’è il rischio di picchi del prezzo. Se il mercato dovesse ritornare in condizioni di scarsità, anche scontando il crollo della domanda dato quasi per certo, i prezzi potrebbero salire di ulteriori 30 dollari al barile.

Di fatto, Goldman Sachs ritiene che le sue previsioni sia improntate alla prudenza, ma si potrebbero verificare scenari assai più rialzisti.

Ing Group è prudente, mentre gli speculatori stanno commettendo al rialzo

Un po’ meno rialzista Ing Group, che crede che il Brent rimarrà nell’intorno dei 90 dollari per il resto del 2022 e nella prima metà del 2023, prima di rafforzarsi nella seconda metà del prossimo anno. Nonostante l’effetto rialzista dei tagli produttivi dell’OPEC+, ci sono ancora molte altre incertezze nel mercato, compreso quello che succederà al petrolio russo con il divieto petrolifero dell’Unione Europea (UE) e con la questione del prezzo massimo del G-7.

Dagli ultimi dati relativi alle posizioni di chi sta investendo sul petrolio, risulta che nell’ultima settimana le operazioni al rialzo (long) sul petrolio sono in numero assoluto le più numerose dal giugno scorso, ma è probabile che cresceranno ulteriormente nel corso delle prossime settimane. Gli speculatori stanno scommettendo con decisione sul rialzo dei prezzi.

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