Venti di guerra nel Golfo: petrolio ai massimi di 7 mesi

I prezzi del petrolio sono immediatamente schizzati verso l’alto dopo che gli Stati Uniti hanno ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani.

Venti di guerra nel Golfo: petrolio ai massimi di 7 mesi

I prezzi del petrolio sono aumentati immediatamente dopo l’omicidio del generale iraniano Qassem Soleimani per mano degli Stati Uniti, su ordine del presidente Donald Trump.

Soleimani, come capo della forza Quds della Guardia Rivoluzionaria, era un potente funzionario iraniano, spesso paragonato a un ministro degli esteri ombra. L’Iran ha promesso “gravi ritorsioni” e molti analisti temono una guerra regionale più ampia e drammatica.

Poco dopo l’attacco americano di giovedì scorso, il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha avvertito che l’omicidio di Soleimani è stato un gesto “estremamente pericoloso e un’escalation folle. Gli Stati Uniti hanno la responsabilità di tutte le conseguenze del loro avventurismo“.

Il rischio di trascinare l’economia globale in un precipizio

Come minimo, sono previsti attacchi iraniani alle installazioni militari statunitensi in Medio Oriente. Ma c’è anche il timore di attentati terroristici in altre zone del mondo.

Un conflitto più ampio potrebbe portare all’interruzione delle forniture di energia e trascinare in un precipizio l’economia globale.

I futures del petrolio, WTI e Brent, hanno raggiunto i massimi livelli da aprile, spinti soprattutto da acquisti speculativi aggressivi, con orizzonti a breve termine. Finora, non si è verificata un’interruzione dell’offerta, quindi i guadagni per gli speculatori sono stati limitati. Ma quando l’Iran si vendicherà, come ha promesso, la disponibilità di petrolio potrebbe andare in crisi.

Quando, dove e come si vendicherà l’Iran?

Dozzine di lavoratori americani impegnati nei giacimenti petroliferi meridionali dell’Iraq stanno lasciando il paese. Nel frattempo, l’ambasciata americana ha invitato tutti i cittadini statunitensi a lasciare immediatamente l’Iraq. Secondo i funzionari iracheni la produzione petrolifera non ne verrà influenzata.

Adesso, la grande domanda che tutti si stanno facendo è come l’Iran potrebbe rispondere. Secondo Rapidan Energy, le navi e gli impianti petroliferi del Golfo Persico sono a rischio. Un rischio superiore al 50%.

I mercati azionari sono affondati dopo l’attacco. Infatti, un conflitto armato farebbe crollare le speranze di un rimbalzo dell’economia globale. Inoltre, se l’economia globale dovesse cadere in una grave crisi, le banche centrali potrebbero essere lente a rispondere o, semplicemente, non avere abbastanza armi nell’arsenale per rispondere in modo adeguato.

Attualmente (4 gennaio), i prezzi del Brent hanno raggiunto i 68,70 dollari al barile e quelli del WTI i 63,04 dollari.

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