Investimenti

Titoli di Stato: 7 paesi con i rendimenti alle stelle

Un viaggio tra i titoli di stato di tutto il mondo che offrono rendimenti straordinariamente alti, che vanno di pari passo con il rischio di non riavere il denaro investito.

Mentre lo spread dei titoli di stato italiani cresce drammaticamente, i rendimenti del debito sovrano occidentale sono ai minimi storici. Una contraddizione che, con ogni probabilità, riflette le contrastanti condizioni finanziarie dell’Italia rispetto gli altri paesi.

Tuttavia, nello scenario internazionale, esistono paesi che pagano tassi di interesse a due cifre ai detentori di obbligazioni. Ben di più di quanto non paga il tesoro italiano per i propri titoli di stato ma, ahimè, sono tutti paesi che non fanno parte del cosiddetto mondo sviluppato.

Comunque, per gli investitori e gli speculatori alla ricerca di alti rendimenti (che vanno di pari passo con i rischi), sono proprio queste le giurisdizioni dove comprare titoli di stato. Naturalmente, titoli del genere sono di solito denominati in valute locali, che tendono a svalutarsi rapidamente.

Per dirla proprio tutta, investire in titoli di stato di paesi incamminati verso la rovina finanziaria è un po’ come cercare di prendere un coltello mentre cade. Insomma, investire in debito pubblico, in genere basato su valute straniere, può essere particolarmente rischioso anche per gli investitori più esperti.

Tuttavia, almeno per scaramanzia in riferimento alla situazione italiana, è interessante conoscere come si stanno muovendo i rendimenti dei titoli di stato in alcuni tra i paesi in maggiore difficoltà finanziaria del mondo.

1

EGITTO (Tasso d’interesse sui titoli di stato: 19,4% semestrale)

La valuta egiziana ha subito un tracollo a fine 2016 e, da allora, sta cercando di riprendersi. Inoltre, il governo del paese è assai instabile e le regole del gioco cambiano spesso da un giorno all’altro. Per queste ragioni, le obbligazioni sovrane egiziane stanno pagando alcuni dei più alti tassi di interesse tra i mercati emergenti.

2

ARGENTINA (Tasso d’interesse sui titoli di stato: 26,2% annuale)

L’Argentina non è nuova all’iperinflazione o al collasso economico. Alla fine degli anni ’90, il paese ha vissuto una grande depressione che ha causato disoccupazione e disordini sociali. Nonostante all’inizio del ventesimo secolo il paese fosse uno dei più ricchi del mondo, gli argentini sono riusciti a mandare a gambe all’aria l’economia. Attualmente, il peso argentino è a livelli minimi rispetto al dollaro e sembra incamminato verso il precipizio.

3

TURCHIA (Tasso d’interesse sui titoli di stato: 23,3% annuale)

Il crollo della lira turca, soprattutto nel corso di quest’anno, è una delle ragioni per cui i rendimenti dei titoli di stato turchi sono al di sopra del 20%. Livelli del genere non si vedevano dalla crisi del 2008, quando il paese era però assai più povero e con una leadership meno consolidata. Inoltre, rispetto ad allora, la Turchia esporta molti più beni, ma ha anche spaventato il mondo con una perdita del secolarismo.

4

UCRAINA (Tasso d’interesse sui titoli di stato: 18,1% annuale)

Ormai da anni, i disordini politici nel paese hanno spinto la valuta ucraina nel baratro. Una simile discesa ha fatto contemporaneamente salire i rendimenti dei titoli del debito sovrano. Secondo le fonti filo-russe, la caduta della moneta è imminente, così come la liquidazione della banca centrale del paese. Di certo, detenere debito pubblico ucraino è un investimento per chi è in cerca di forti emozioni.

5

NAMIBIA (Tasso d’interesse sui titoli di stato: 8,1% annuale)

Nel 2017 il debito pubblico della Namibia ha toccato i massimi storici, con quasi il 42% del rapporto debito/PIL. Per contrastare la crescita del debito, il governo ha tagliato molte spese, ma i livelli debitori sono rimasti elevati. Molti analisti consigliano di vendere questi titoli di stato, anche perchè sono ancorati al dollaro namibiano, collegato a sua volta al rand sudafricano.

6

KENIA (Tasso d’interesse sui titoli di stato: 11,1% biennale)

Come molti altri paesi africani il Kenya è una terra di contraddizioni. Il paese è diventato il centro economico regionale dell’Africa Orientale, con alcune multinazionali che hanno aperto uffici a Nairobi. Inoltre, l’economia continua a crescere, con un tasso stimato del 6% per quest’anno. Tuttavia, il deficit di bilancio degli ultimi anni ha fatto lievitare il debito pubblico, costringendo il paese a pagare per i titoli stato dei tassi che, per il Fondo Monetario Internazionale (FMI), non sono sostenibili.

7

BRASILE (Tasso d’interesse dei titoli di Stato: 9,4% biennale)

Anche il Brasile ha visto la sua valuta scivolare verso il basso a causa delle preoccupazioni circa la situazione politica. Come sempre, la discesa del real brasiliano ha fatto salire i rendimenti dei titoli di stato. Anche se i fondamentali economici del paese sono molto forti, il contesto politico, sociale e finanziario non mostra segni di miglioramento.

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