Economia

Quanto sarà potente la nuova mega banca cinese?

L’equilibrio finanziario mondiale è prossimo ad una rottura con l’arrivo della Banca Asiatica d’Investimento per Ie Infrastrutture (AIIB), il nuovo istituto bancario cinese che molti considerano l’antagonista del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

In questi mesi gli Stati Uniti hanno ricevuto un grosso smacco. Un numero crescente di paesi occidentali hanno aderito alla Asia Infrastructure Investment Bank (AIIB).

La banca, il cui nome è totalmente sconosciuto alla maggior parte del pubblico, è un nuovo importante istituto bancario cinese che molto presto farà sentire il suo peso in tutto il mondo.

La Cina, per ristabilire un suo ordine nel continente asiatico ha messo in pista tutta la sua potenza di fuoco finanziaria, con l’obbiettivo di scalzare la leadership degli Stati Uniti nella regione. Non c’è da stupirsi, che il governo di Washington sia stato insolitamente esplicito contro la decisione dei suoi alleati di unirsi all’iniziativa cinese.

Sono ormai mesi che gli Stati Uniti stanno cercando di dissuadere gli alleati più importanti dall’unirsi con la AIIB. Senza la loro partecipazione, la forza finanziaria del nuovo istituto sarebbe stata assolutamente irrilevante negli equilibri finanziari mondiali.

Ma gli eventi hanno preso una piega sorprendente quando il Regno Unito ha deciso di entrare nella AIIB come membro fondatore, seguito a ruota da GermaniaFrancia e Italia. Questi paesi non hanno resistito alla tentazione di ottenere favori economici dalla Cina, deludendo però le aspettative degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti credono, a ragione, che la AIIB sia una seria minaccia per il sistema finanziario internazionale occidentale

Gli Stati Uniti credono, a ragione, che la AIIB sia una seria minaccia per il sistema finanziario internazionale occidentale, venutosi a creare nell’ambito degli accordi di Bretton Woods, le cui fondamenta poggiano sul Fondo Monetario internazionale (FMI) e sulla Banca Mondiale (WB).

Washington sostiene che i suoi alleati, aderendo alla AIIB,  hanno di fatto minato l’architettura esistente della governance finanziaria planetaria.

Gli alleati, dal canto loro, sostengono l’importanza di un coinvolgimento, piuttosto che di un’opposizione, nella nuova banca cinese.

Con una forte presenza nella nuova istituzione finanziaria, l’Occidente può influenzare più efficacemente le strategie della banca e garantire la loro conformità a mantenere l’equilibrio finanziario mondiale. In altre parole, garantire trasparenza e responsabilità nella sua struttura direttiva oltre che nella gestione operativa.

Tuttavia, i principali mass-media cinesi, hanno festeggiato l’isolamento degli Stati Uniti dai suoi alleati come una vittoria della Cina. In effetti, per un paese con più di 4.000 miliardi di dollari in riserve finanziarie, un’istituzione come la AIIB è una risposta naturale e necessaria a finanziare tutte le infrastrutture di cui il continente asiatico ha bisogno, stimate in circa 8.000 miliardi dollari.

Dal 2013 Pechino ha accelerato nella sua volontà di svolgere un ruolo più attivo nella definizione di un nuovo ordine economico regionale, stringendo legami sempre più stretti con i paesi vicini. Cosa che alimenta ulteriormente le preoccupazioni degli Stati Uniti che prevedono che la Cina utilizzerà la AIIB come un braccio finanziario per imporre i propri interessi, offrendo “carote economiche” in cambio di concessioni politiche.


Preoccupazioni assolutamente realiste e giustificate ma che arrivano tardivamente, poichè avrebbero dovuto essere prese in considerazione quando furono rifiutate le proposte, ripetutamente sottoposte, di riforma del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale per riflettere in modo più equo il contributo economico crescente delle potenze emergenti, con la Cina in prima fila.

Adesso che la Cina ha creato il suo fondo monetario internazionale è troppo tardi per esprimere preoccupazioni. Gli equilibri finanziari del mondo sono destinati a cambiare, molto prima di quanto si creda.

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