Economia

Il mistero della città fantasma di Kitsault

Cosa è successo alla città canadese di Kitsault, abbandonata da tutti i suoi abitanti da più di 30 anni? La sua storia abbraccia le disavventure di una miniera e il suo destino è a tutt’oggi avvolto nel mistero.

Il visitatore che arriva a Kitsault viene assalito dal dubbio che sia arrivata l’Apocalisse o che la città sia stata invasa dagli zombie.

Strade, case, banche, ospedali, cinema, piscine e centri commerciali desolatamente vuoti, in un’atmosfera silenziosa e spettrale. Ma anzichè segni di abbandono, tutto sembra in ordine: giardini perfettamente curati, strade asfaltate di fresco, aiuole piantate ma senza alcuna presenza di esseri umani su tutta l’area della città. Anche le abitazioni sono completamente arredate e l’occhio attento di un archetto riconoscerebbe nello stile degli arredi la moda degli anni ’80.

Dove sono finiti tutti gli abitanti? È forse un set cinematografico? È una città evacuata per una fuga radioattiva? È una zona militare?

Niente di tutto questo dietro al mistero di questa città fantasma, che sorge sulla foce del fiume omonimo nella British Columbia, una regione del Canada.

L’intera città viene a costare ben 250 milioni di dollari

Per capire un pò di più sull’insolito destino di questa città, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo fino ad attivare al 1979, quando nella zona non esisteva nulla, solo boschi e prateria e… una miniera di molibdeno dalla quale ha inizio la storia.

La American Mining Corporation decide di avviare un progetto di estrazione mineraria in quell’area geografica, grazie alla scoperta di un deposito di molibdeno. Il molibdeno è un metallo che in quegli anni veniva utilizzato soprattuto per la produzione di acciaio, molto richiesto dal settore edile in piena espansione. Perciò i vertici della società decidono di avviare la miniera e per attrarre tutti i lavoratori necessari per l’impresa decidono di costruire un’intera città dal nulla.

La città dovrà ospitare 1.200 abitanti, con tutte le infrastrutture e i servizi necessari: centri commerciali, scuole, ospedali, banche, trasporti pubblici e così via. L’intera città viene a costare la bellezza di 250 milioni di dollari e accoglierà, con ogni confort, tutti i lavoratori della miniera.

E così avviene. La città viene costruita e la miniera inizia a produrre. Ma la fortuna non era dalla parte di Kitsault.

Nel 1982, i prezzi del molibdeno crollano e la American Mining Corporation è costretta a chiudere la miniera, obbligando i residenti della neo-città a trasferirsi altrove. Gli unici che rimangono, sono il custode e sua moglie.

Un ricco uomo d’affari canadese compra Kitsault per 7 milioni di dollari

La città rimane abbandonata fino ad arrivare quasi ai giorni nostri (2004), quando un ricco uomo d’affari canadese, Krishnan Sufantiranu, decide di comprare la città per 7 milioni di dollari, ma nessuno conosce per farne cosa.


Qualcuno spera che verrà restituita alla vita dalla riapertura della miniera di molibdeno ma Krishnan Sufantiranu smentisce una simile eventualità, dichiarando di ricevere decine e decine di richieste di persone che vorrebbero visitarla ma che il business del turismo, così come quello minerario, non lo interessa per nulla.

Le illazioni e le fantasie su cosa nasconda davvero la città fantasma, rimasta congelata dal 1983 e rigorosamente off-limits per chiunque, sono sempre più numerose ma per il momento rimangono solo leggende metropolitane. Nel frattempo, qualcuno sta già pensando alla sceneggiatura di un film sul destino della città abbandonata e del suo misterioso proprietario.

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