Economia

È in arrivo un terremoto finanziario?

I limiti imposti alle emissioni di gas serra e le garanzie finanziarie sui giacimenti di idrocarburi, potrebbero mettere a rischio l’intera economia mondiale.

I terremoti finanziari hanno molte analogie con i terremoti della crosta terrestre. Innanzitutto sono impossibili da prevedere in termini deterministici e con estrema precisione, ma in termini probabilistici le previsioni riescono a individuare delle finestre temporali in cui il fenomeno si verificherà.

Entrambi i terremoti hanno segni premonitori evidenti che preannunciano il verificarsi del disastro e, soprattutto nel caso dei terremoti finanziari, questi segni vengono riconosciuti sempre e soltanto dopo che il danno è compiuto.

I segnali premonitori sui sismografi finanziari sono facilmente riconoscibili: crescita ogni oltre ragionevole buon senso delle quotazioni dei titoli di borsa, denaro che piove in gran quantità sulle piazze finanziarie, scollamento totale tra la realtà finanziaria e la realtà economica.

La bolla nasce dai limiti imposti alle emissioni di gas serra che potrebbero mettere a rischio l’intera economia mondiale

Ma in questo periodo gira una storia tra i corridoi di Wall Street che potrebbe sfociare in un disastro le cui dimensioni farebbero sembrare le bolle finanziarie scoppiate negli ultimi anni un vero scherzo. È una storia di derivati, garanzie sulle estrazioni petrolifere dei prossimi 30 anni, che servono a finanziare la crescita delle principali compagnie attive nel settore energetico e di alcune grosse banche d’affari.

La bolla nasce dai limiti imposti alle emissioni di gas serra che potrebbero mettere a rischio l’intera economia mondiale. Infatti la limitazione di anidride carbonica, prevista dagli accordi internazionali sul clima (conferenza di Cancun) per evitare l’aumento della temperatura media globale, renderà di fatto impossibile estrarre le riserve di combustibili fossili detenute dalle principali aziende energetiche e petrolifere. Quindi, dal momento che lo sfruttamento futuro dei giacimenti viene utilizzato come garanzia per ottenere le risorse finanziarie per attivare nuovi siti di estrazione, si comprende come il sottostante a queste garanzie non abbia alcun valore.


La cosa sta andando avanti da anni ma a qualcuno sta nascendo il sospetto che, soprattutto a Wall Street, si stia creando una bolla di investimenti impossibile da sostenere, poichè a causa del contingentamento delle quote di anidride carbonica rilasciate in atmosfera, non sarà possibile estrarre tutto quel petrolio. La stessa sceneggiatura dei mutui subprime, con la differenza che i volumi in gioco sono molto molto più grandi.

Se la finanza non comincerà a disinvestire dai combustibili fossili e ad investire sulle energie sostenibili, molto prima che il pianeta si surriscaldi assisteremo ad un sisma finanziario di magnitudo mai registrata prima.

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1 Commento

  1. Credo che la domanda da porsi, non sia , se ci sia la possibilità che scoppi una bolla finanziaria se non si estrae il petrolio preventivato, ma se c’è ne sia effettivamente di petrolio da estrarre, con un rendimento economico accettabile.

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