Energia

Nasce in Cina il più grande mercato di CO2 del mondo

La Cina mantiene le promesse fatte due anni fa e vara un mercato della CO2 che, potenzialmente, le consentirà di rispettare gli impegni presi per rallentare il riscaldamento globale del pianeta.

Quando nel 2015, durante il vertice sul clima di Parigi, il premier cinese Xi Jinping annunciò che nell’arco di due anni avrebbe creato il più grande mercato del mondo di CO2, molti rimasero scettici circa l’effettiva volontà della Cina di realizzarlo. Le solite promesse dei politici…

Tuttavia, a circa due anni di distanza, il mercato cinese della CO2 è una realtà.

Una cosa assai importante per il clima dell’intero pianeta, dal momento che potrebbe aiutare il più grande emettitore mondiale di gas serra a raggiungere gli obiettivi fissati con l’accordo di Parigi, per evitare cambiamenti climatici catastrofici.

Che cosa è un mercato della CO2?

In poche parole, si tratta di un mercato in cui le emissioni di CO2 possono essere vendute e comprate. Il governo può fissare un prezzo per queste emissioni e le aziende possono pagare i costi ambientali per poi scaricarli su i clienti finali.

Questo tipo di mercato può essere realizzato in diversi modi, ma la forma più usata è quella conosciuta come cap-and-trade. Il governo fissa un tetto alle emissioni che un’azienda può emettere e, anno dopo anno, il tetto viene abbassato. Chi non riesce a rispettare il tetto prefissato può comprare quote aggiuntive sul mercato della CO2. Al contrario, le aziende più virtuose possono vendere le proprie quote inutilizzate.

Un meccanismo che, se saggiamente amministrato, incentiva gli inquinatori ad inquinare di meno.

Non è più semplice tassare gli inquinatori (carbon tax)?

Invece di limitare le emissioni, i governi potrebbero istituire un prelievo con una tassa sulle emissioni. Per quanto possa sembrare un approccio più favorevole al mercato, nella maggior parte dei paesi del mondo, le argomententazioni fiscali non vengono digerite bene.

Ecco perchè, un mercato della CO2 è una soluzione accettabile, senza dover ricorrere a nuove tasse.

Anche nell’Unione Europea esiste un sistema di scambio di emissioni (ETS), che riguarda le emissioni provenienti dalle centrali elettriche, dagli impianti industriale e dal settore dell’aviazione, che costituiscono circa il 40% delle emissioni europee. Nel 2015, questo mercato ha scambiato circa 49 miliardi di euro di quote di CO2. Attualmente, il prezzo di una tonnellata di emissioni è di circa 7 euro.

Il mercato cinese della CO2

Tornando al mercato della CO2 in Cina, in un primo momento, riguarderà soltanto le emissioni dalle centrali elettriche che producono più di 26.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno, cioè quasi tutte le centrali cinesi. Il volume delle emissioni del settore elettrico in Cina è così grande che, anche senza comprendere gli altri impianti industriali, il mercato cinese della CO2 sarà il più grande del mondo.

Inizialmente, con ogni probabilità, il governo cinese permetterà alla maggior parte delle centrali di mantenere i livelli di emissioni in essere. Tuttavia, tutte le centrali che sono tenute a partecipare al mercato della CO2, saranno sottoposte ad un rigoroso processo di verifica e di monitoraggio. Ciò significa che, per la prima volta, il governo cinese sarà in grado di avere una misura accurata delle emissioni provenienti dal settore energetico. Un enorme vantaggio in un paese noto per mancanza di dati attendibili.

Nel lungo termine, il governo potrà abbassare il tetto delle emissioni, disincentivando di fatto gli inquinatori, ma senza paralizzare il settore energetico del paese. Tra l’altro, più aumenteranno i costi delle emissioni di CO2 e più saranno competitive le forme energetiche a zero emissioni.

Tra i paesi in via di sviluppo, la Cina è la prima economia di grandi dimensioni che ha realizzato un mercato della CO2. Anche se questo mercato non ridurrà immediatamente le emissioni di CO2, è un segnale molto forte che la Cina ha mandato a tutto il mondo: il paese è seriamente intenzionato a fare la sua parte per aiutare il pianeta ad evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici.

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