Il Black Friday del petrolio: prezzi ai minimi da un anno

La paura per un eccesso di petrolio provoca un caduta dei prezzi in coincidenza del Black Friday. Sembra quasi che l’oro nero voglia partecipare alla corsa dei saldi.

I prezzi del petrolio greggio, venerdì 23 novembre, sono crollati al minimo in un anno, trascinati verso il basso dalla continua preoccupazione per l’eccesso di offerta a livello mondiale.

Anche le ultime dichiarazioni dell’OPEC circa nuovi tagli alla produzione per prevenire un eccesso di domanda, non sono servite a sostenere il mercato. Il greggio WTI è crollato del 6,39% (51,14 dollari a barile), mentre il Brent è sceso del 5,44% (59,46 dollari a barile).

Tutti a pompare petrolio, per compensare quantità che potevano venire mancare

Nel mese ancora in corso, i prezzi del petrolio sembrano registrare il maggior calo in un solo mese, dal 2014. Nel frattempo, le forniture dagli Stati Uniti continuano a crescere. Ciò proprio quando l’OPEC e la Russia hanno aumentato la loro produzione (ancora questa estate), per pompare più greggio in compensazione delle attese perdite produttive dell’Iran, a seguito delle sanzioni americane.

A settembre, le esportazioni di petrolio dell’Arabia Saudita hanno toccato il massimo da 20 mesi a questa parte. Anche in questo caso, la paura di molti clienti circa le sanzioni statunitensi contro l’Iran, li ha spinti a ordinare più petrolio dall’Arabia Saudita. Secondo Bloomberg, questa settimana, la produzione di petrolio greggio dell’Arabia Saudita ha raggiunto il livello record di 10,9 milioni di barili al giorno.

In realtà, gli Stati Uniti hanno rilasciato otto deroghe alle sanzioni, comprese quelle a Cina e India, che sono tra i maggiori acquirenti. In pratica, tutta questa fretta di estrarre petrolio alternativo a quello iraniano, non era giustificata. Adesso, il mercato teme un possibile eccesso di offerta, aggravato dai segnali di debolezza della crescita della domanda economica e petrolifera globale.

Come accennato, l’OPEC sta già discutendo di un nuovo taglio della produzione petrolifera e molti analisti si aspettano che, nel corso della riunione del 6 e del 7 dicembre, verranno annunciati tagli per almeno 1 milione di barili al giorno. Di certo, se l’OPEC non farà nulla, i rischi sono di altri ribassi per il petrolio.

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