Economia

La banca del futuro tra neobanks e piattaforme finanziarie virtuali

Le banche tradizionali e la nuova concorrenza finanziaria globale spingono l’innovazione nel settore finanziario verso la banca del futuro.

Quali sono le qualità più importanti per una banca? Stabilità, sicurezza, fiducia e patrimonio. È dal Medioevo che valgono questi principi, da quando vennero create le prime banche.

Una banca ricca era la certezza che i soldi dei clienti erano al sicuro.

Ma alla fine del 20° secolo, l’architettura bancaria ha cominciato a cambiare, aggiungendo al potere finanziario e alla sicurezza un nuovo valore: l’innovazione. Un trend che sembra inarrestabile e che fa pensare che la banca del futuro avrà più tecnologie e computer che non caveau nei semiterrati. Le principali tecnologie saranno smartphone, apprendimento automatico, intelligenza artificiale, Big Data, robotica e chatbot.

Qualcuno immagina anche che, visti i progressi dell’intelligenza artificiale e del robo-advisory, la banca del futuro potrebbe essere guidata da un consiglio di amministrazione di soli robot.

Arrivano le neobanks

Il mercato bancario sarà affollato da altri competitors finanziari, chiamati challenger banks o neobanks, che cercheranno di strappare clienti alle banche tradizionali. Già ad oggi, alcuni dei giganti di altri settori (Apple, Google, Alibaba e Tencent) si stanno affacciando nel settore.

Questa nuova generazione di banche-piattaforme, sta rendendo le transazioni più facili, veloci e trasparenti. Stanno letteralmente collegando diversi prodotti finanziari (investimenti, risparmi, mutui, divise, carte, pagamenti e prestiti), provenienti da diversi fornitori, per costruire la banca del futuro.

Questo cambiamento epocale nella finanza è merito delle nuove tecnologia, che stanno ampliando i servizi disponibili e rimodellando le aspettative dei clienti. L’Open Banking è ormai una tendenza mondiale. Esiste in Cina con Alipay e in Africa con M-Pesa. In India, è una lotta tra Whatsapp e Google (per i pagamenti). Anche in mercati come il Brasile, dove non è facile per i nuovi arrivati ​​ottenere una licenza bancaria, ci sono neobanks come Banco Original e Nubank.

Contrariamente a quanto avviene in altri settori, le aree del mondo meno sviluppate hanno scavalcato nazioni più sviluppate per quanto riguarda i servizi mobili. E per gli esperti non ci sono dubbi che siano proprio l‘Asia e l’Africa ad essere avvantaggiate.

Tuttavia, ad oggi, le Open Banks possono soltanto sognare di raggiungere il numero di clienti di una grande banca tradizionale. Starling Bank ha decine di migliaia di clienti; N26, una delle principali banche mobili in Europa, ha 850.000 clienti; Revolut ha 1,5 milioni di clienti. Invece, le banche tradizionali hanno decine di milioni di clienti: Deutsche Bank ne conta 30 milioni, HSBC 38 milioni e Bank of America 57 milioni.

I colossi high-tech diventano banche

Un altro nuovo fenomeno è l’invasione delle imprese tecnologiche nella finanza. Negli Stati Uniti, molti prevedono che la banca del futuro nascerà dai suoi colossi tecnologici, come Google, Apple, Facebook o Amazon. Queste aziende offrono già soluzioni di pagamento (ad esempio, Amazon Pay e Google Pay) con un enorme base di clienti.

Certamente, il mercato bancario sta vivendo una rivoluzione, al termine della quale poco o nulla sarà come prima.

In questo scenario, che fine faranno le semplici e umili filiali bancarie? Probabilmente, non scompariranno completamente ma, quelle che rimarranno, appariranno molto diverse da quelle che abbiamo conosciuto fino a oggi.

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