Allumina… ma quanto mi costi!

L’allumina sta mettendo sotto pressione tutti i prodotti a valle. La speranza per chi opera sul mercato dell’alluminio è che la situazione si stabilizza al più presto.

Sono ormai anni, se non decenni, che il prezzo dell’allumina viene approssimativamente considerato come un terzo del prezzo dell’alluminio primario.

Un rapporto sancito da accordi di forniture a lungo termine con i produttori di allumina che, a loro volta, subiscono gli alti e i bassi del prezzo dell’alluminio. Tra l’altro, anche il costo dell’energia degli smelter era spesso legato al prezzo del primario, a protezione degli smelter da una divergenza tra i costi di produzione e i prezzi di mercato. In questo modo, l’investimento a lungo termine nella fusione di alluminio era molto più interessante anche per tutta la comunità finanziaria.

Vendere a prezzi fluttuanti

Questo stato delle cose risale all’inizio del decennio, quando AlcoaRio Tinto e altri big del settore decisero di vendere la propria produzione a prezzi fluttuanti. Secondo Aluminium Insider, Alcoa prezza il 95% circa delle sue vendite di allumina basandosi su un indice o sul mercato spot dell’alluminio.

Va considerato che i fornitori di bauxite e di allumina seguono dinamiche diverse rispetto agli smelter di alluminio. Infatti, nel caso di quest’ultimi, esistono vari produttori e numerosi impianti che, se singolarmente interrompono la produzione e la fornitura di alluminio, non riescono a mettere in crisi tutto il mercato.

Ma per l’alluminia le cose stanno diversamente. Ecco perchè, quando le sanzioni statunitensi contro Oleg Deripaska colpiscono la Rusal, il più grande produttore di alluminio al mondo al di fuori dalla Cina e un importante fornitore di allumina per gli smelter di tutto il mondo, il mercato è andato in tilt. Per la cronaca, la Rusal produce 2,3 milioni di tonnellate di allumina che vende a terzi.

Prezzi alle stelle e smelter sotto pressione

Ma non basta… anche la chiusura forzata per motivi ambientali, pur temporanea, della raffineria Alunorte della Hydro in Brasile, ha esacerbato gli animi degli operatori. La Alunorte è la più grande raffineria di allumina al mondo, con una produzione di quasi 6 milioni di tonnellate all’anno. Secondo Aluminium Insider, l’interruzione riguarda quasi un quarto di milione di tonnellate al mese.

Tutte queste ragioni hanno fatto raggiungere all’allumina 800 dollari a tonnellata, un livello che ha messo sotto pressione tutti gli smelter non integrati verticalmente, costretti a pagare questi prezzi, sempre che fosse possibile reperire materiale. A 800 dollari a tonnellata, lo storico rapporto di un terzo tra allumina e primario, è saltato. Come noto, servono due tonnellate di allumina per produrre una tonnellata di alluminio, cosa che porta i costi a due terzi del prezzo finale dell’alluminio.

Recentemente, i prezzi dell’allumina si sono ridimensionati ma non sono ancora in linea con le tendenze storiche. Ecco perchè i consumatori hanno visto aumentare i premi di pani e billette. Tuttavia, vista la forte domanda di prodotti a valle, i premi sono destinati a rimanere elevati per il resto dell’anno.

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