Il tetto al prezzo del petrolio russo? Una pessima idea…

Molti esperti continuano a dire che imporre un tetto al petrolio russo potrebbe avere effetti deleteri anche per i paesi occidentali.

Il tetto al prezzo del petrolio russo? Una pessima idea...

I rappresentanti permanenti dei paesi dell’Unione Europea (UE) hanno concordato nuove sanzioni contro la Russia ed è stata avviata la procedura per implementarle. Le sanzioni, secondo la proposta della Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen, includeranno un quadro legislativo per fissare un tetto massimo ai prezzi del petrolio russo.

Il mercato sta già facendo il suo lavoro

La UE vuole imporre un price cap al petrolio dalla Russia nelle prossime settimane, nonostante numerosi esperti abbiamo avvisato da tempo dei rischi di veder peggiorare la crisi energetica a seguito di una simile decisione.

Secondo Patrick Pouyanne, CEO della multinazionale francese TotalEnergies, l’introduzione di un tetto ai prezzi del petrolio russo è una pessima idea. Durante l’Energy Intelligence Forum di Londra, l’alto dirigente della TotalEnergies ha anche detto che il mercato sta già facendo il suo lavoro e il petrolio russo è già disponibile con un grande sconto.

L’idea di fissare un tetto massimo di prezzo viola tutti i meccanismi di un mercato così importante come quello del petrolio. Inoltre, potrebbe avere un effetto negativo sull’industria petrolifera globale, causando una frenata degli investimenti (già insufficienti) e un aumento dei prezzi. Ovviamente, limitare per decreto i prezzi, spingerà i traders a saltare l’Europa e a vendere il loro petrolio ai clienti in Asia o altrove.

L’Occidente vorrebbe limitare le entrate da petrolio della Russia. Ma come?

I paesi occidentali continuano a discutere varie misure per limitare le entrate finanziarie della Russia dalle esportazioni di petrolio e gas. Fino ad oggi non è stato fatto nulla a riguardo, né con l’imposizione di un embargo sul petrolio, né con il rifiuto volontario delle compagnie straniere. La Russia, grazie a schemi di approvvigionamento alternativi e al cosiddetto “premio delle sanzioni” (prezzi più bassi), riesce comunque ad assicurarsi ingenti entrate finanziarie dal petrolio.

Vladimir Putin, commentando l’idea occidentale di limitare i prezzi delle risorse energetiche russe, aveva chiaramente detto che la Russia non avrebbe fornito nulla all’estero se ciò fosse contrario ai propri interessi.

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