Il rally del gas naturale sta mettendo in crisi tutta l’Europa

La minaccia di una crisi energetica senza precedenti incombe su tutto il mondo, con l’Europa nella posizione più debole di tutti.

Il rally del gas naturale sta mettendo in crisi tutta l'Europa

I prezzi del gas in Europa inseguono un record dopo l’altro. La scorsa settimana hanno superato i massimi storici e, quel che è ancor peggio, le scorte di gas sono molto basse. Inoltre, quando sul mercato ci sono carichi liberi è quasi sempre l’Asia ad aggiudicarseli, superando i compratori europei.

Sarà l’inverno più freddo degli ultimi 10 anni

Questa volta, non si tratta di un problema che investe solo i trader o i produttori di energia ma, soprattutto, riguarda i consumatori che nei prossimi mesi capiranno dolorosamente la gravità della situazione. Purtroppo, le previsioni meteorologiche per questo inverno indicano che sarà il più freddo degli ultimi 10 anni.

Mentre Germania e Regno Unito stanno chiudendo centrali nucleari secondo i piani, i prezzi del gas potrebbero essere ancora lontani dai loro picchi. A poco è servito la riattivazioni di alcune vecchie centrali di carbone per riempire i buchi prodotti dalla dismissione degli impianti a gas europei, dal momento che la carenza energetica è troppo marcata.

Un altro segnale che dice agli esperti che le forniture invernali sono davvero scarse è il benchmark europeo dei prezzi TTF. Per tutto l’anno ha seguito l’indicatore di prezzo asiatico JKM (attualmente scambia intorno a 87 euro/MWh), ma adesso è ancora in ritardo.

L’Europa non è la sola ad avere problemi di energia.

Anche la Cina ha i suoi gravi problemi energetici

In Cina, il governo ha limitato la produzione industriale per carenza di energia, ma il fatto che il problema si manifesti in questi mesi e non durante l’inverno, come accaduto altre volte, indica che le risorse energetiche del paese sono già alle corde ancor prima della stagione quando più serve il riscaldamento.

Almeno due terzi della produzione di acciaio cinese ha già subito tagli di potenza quest’anno e, secondo le stime di Morgan Stanley, circa il 35% della produzione di cemento e il 30-40% dell’industria petrolchimica sono stati colpiti da vincoli energetici.

Scorte di carbone al lumicino in India

L’altro gigante asiatico, l’India, si è trovato con le scorte di carbone scese all’equivalente di 5 giorni di utilizzo (8 milioni di tonnellate), mentre i prezzi del carbone continuano a salire. Inoltre, la domanda di energia nel paese è aumentata negli ultimi mesi. Le importazioni di petrolio sono già in calo da cinque mesi consecutivi, con arrivi mensili che sono circa il 20% in meno su base annua.

L’India aveva aspettato che i prezzi del carbone scendessero prima di iniziare a comprare, ma il mercato si è mosso in tutt’altra direzione. Di conseguenza, adesso è costretta ad acquisti costosi, mentre il suo principale fornitore, l’Indonesia, è alle prese con interruzioni della produzione e senza scorte disponibili da vendere.

Se l’inverno 2020 verrà ricordato nei libri di storia come quello della terribile pandemia di COVID-19, è sempre più probabile che l’inverno di quest’anno in Europa sarà segnato da una delle più gravi crisi energetiche che si possano ricordare.

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