Il processore ottico più veloce del mondo

Il nuovo processore ottico neuromorfico opera ad oltre 10 trilioni di operazioni al secondo ed è in grado di elaborare dati su larga scala.

Il processore ottico più veloce del mondo

I progressi scientifici corrono così veloci che le persone non riescono nemmeno a rendersi conto delle dimensioni delle nuove invenzioni e scoperte. Il gap tra l’avanguardia scientifica e l’uomo della strada continua a crescere, come nel caso dell’ultimo balzo in avanti per le reti neurali e l’elaborazione neuromorfica in generale.

Cosa sono le reti neuronali? Cosa è l’elaborazione neuromorfica? Seguiteci in questa straordinaria scoperta, appena pubblicata sulla rivista Nature

Il segreto dell’intelligenza artificiale: le reti neuronali

Le reti neurali artificiali, una forma chiave di intelligenza artificiale, possono apprendere ed eseguire operazioni complesse in molte applicazioni: nella visione artificiale, nell’elaborazione del linguaggio naturale, nel riconoscimento facciale, nella traduzione del parlato, nei giochi di strategia, nella diagnosi medica e in molte altre aree. Ispirate dalla struttura biologica del sistema della corteccia cerebrale, le reti neurali artificiali estraggono le caratteristiche chiave dei dati grezzi per prevedere proprietà e comportamenti con una precisione senza precedenti.

Un team internazionale di ricercatori, guidato dalla Swinburne University of Technology (Australia), ha dimostrato il processore neuromorfico ottico più veloce e potente al mondo per l’intelligenza artificiale (AI), che opera ad una velocità di oltre 10 trilioni di operazioni al secondo (TeraOPs/s) ed è in grado di elaborare ultra-dati su larga scala.

Una potenza senza precedenti

L’impresa è eccezionalmente importante per le reti neuronali ottiche poiché si è ottenuta una velocità e una potenza di elaborazione senza precedenti.

Il nuovo processore neuromorfico ottico è oltre 1000 volte più veloce di qualsiasi processore esistente ed elabora anche immagini su scala ultra-larga, sufficienti per ottenere il riconoscimento completo dell’immagine facciale. Cosa che fino ad oggi nessun processore ottico era in grado di fare.

Micro-pettini ottici

La svolta è stata raggiunta con micro-pettini ottici, dispositivi relativamente nuovi che si comportano come un arcobaleno composto da centinaia di laser a infrarossi di alta qualità su un singolo chip. Sono molto più veloci, più piccoli, più leggeri e più economici di qualsiasi altra sorgente ottica.

Attualmente esistono processori elettronici molto veloci, come per esempio Google TPU che funziona oltre i 100 TeraOP/s utilizzando decine di migliaia di processori paralleli. Al contrario, il nuovo sistema ottico utilizza un singolo processore con una nuova tecnica di interlacciamento simultaneo dei dati in tempo, lunghezza d’onda e dimensioni spaziali attraverso una sorgente a micro-pettine integrata.

Sarà possibile usare questa nuova tecnologia in tutte le forme di elaborazione e comunicazione, con un impatto rivoluzionario.

METALLIRARI.COM © SOME RIGHTS RESERVED

*** I commenti sono per il momento disabilitati. Potete però commentare gli articoli sulle nostre pagine social su FACEBOOK e TWITTER ***