I primi sei mesi 2021 per le miniere di rame: +4,9% la produzione

La produzione mineraria di rame sta crescendo in tutto il mondo mentre i mercati sono alle prese con ben altre preoccupazioni: Evergrande che sta crollando.

I primi sei mesi 2021 per le miniere di rame: +4,9% la produzione

La produzione mineraria globale di rame è in crescita. Secondo gli ultimi dati dell’International Copper Study Group (ICSG), nella prima metà del 2021 è aumentata del 4,9%.

Nel dettaglio, la produzione di concentrati è aumentata del 6,4% mentre l’estrazione con solvente/elettroestrazione è diminuita dell’1,5%.

Giù il Cile, su Perù e Indonesia

Sorprendentemente, in questi mesi il primo produttore mondiale di rame, il Cile, ha visto la sua produzione diminuire dell’1,2%. Nel frattempo, il Perù ha invece aumentato la sua produzione del 14% (anno su anno), pur se in calo del 9% rispetto ai livelli del primo semestre 2019. L’altro grande produttore a contribuire alla crescita del rame prodotto è stato l’Indonesia. Grazie alla miniera di Grasberg, la produzione indonesiana è aumentata del 69% anno su anno.

Sul fronte invece del rame raffinato, sempre secondo l‘ICSG, la produzione è aumentata del 3,2% anno su anno.

In tutto il mondo, Cina esclusa, la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto negativo sull’utilizzo finale di metallo. Nonostante la ripresa nella seconda metà del 2020, la domanda globale rimane al di sotto dei livelli pre-pandemia nella maggior parte dei paesi.

Cosa è successo in Cina?

La Cina ha importato a luglio 424.280 tonnellate di rame greggio e di prodotti di rame (i dati sono quelli dell’Amministrazione Generale delle Dogane). Si tratta di una quantità in calo rispetto alle 428.437 tonnellate di giugno.

Guardando invece i primi sette mesi dell’anno, il gigante asiatico ha importato 3,22 milioni di tonnellate, in calo del 10,6% rispetto ai primi sette mesi del 2020.

Ma al di là di questi dati, il mercato è adesso seriamente preoccupato per il crollo di Evergrande, il pachiderma immobiliare cinese schiacciato dai debiti, che potrebbe innescare una crisi finanziaria ed economica in Cina e nel resto del mondo. Quasi inutile dire che essendo la Cina il più grande consumatore di rame del globo, anche solo un rallentamento dell’economia cinese sarebbe enormemente depressivo per i prezzi del metallo rosso.

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