Previsioni 2020 per il rame: prevale un moderato ottimismo

Per il 2020 c’è un certo ottimismo per il tanto atteso boom dei veicoli elettrici e per il suo effetto sui prezzi del rame. Sarà davvero la volta buona?

Il 2019 è stato un anno che ha visto muoversi i prezzi del rame con la guerra commerciale USA-Cina. I prezzi crescevano o scendevano a seconda del grado di tensione tra le due potenze e con le preoccupazioni circa l’offerta di metallo.

Si è chiuso un anno deludente

Il rame ha iniziato l’anno bene, registrando guadagni nel primo trimestre. Il 1 marzo il metallo ha raggiunto un massimo di 6.570 dollari per tonnellata, ma poco dopo ha iniziato a scendere. All’inizio di maggio, in un solo giorno, è sceso di quasi 200 dollari.

Nel secondo trimestre i prezzi hanno continuato a scendere in coincidenza con il raddoppio dei dazi che Donald Trump ha imposto sulle importazioni cinesi. Da allora, il prezzo del metallo rosso non si è più ripreso.

Qualcuno ricorderà che, alla fine del 2018, il crescente divario tra l’offerta produttiva e la domanda mondiale di rame aveva spinto gli analisti a credere che il 2019 sarebbe stato un buon anno. Ma le cose, probabilmente a causa della politica americana, non sono andate così.

Inoltre, a peggiorare il mercato, c’è stato anche il rallentamento dell’economia cinese.

Le previsioni per il 2020

Nonostante le batoste del 2019, c’è un certo ottimismo tra gli operatori del settore per il nuovo anno. Infatti, ci sono grandi aspettative circa lo sviluppo del mercato dei veicoli elettrici e la spinta che questo fornirà al metallo rosso. Inoltre, ci sono molte speranze che i colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti possano allentare le tensioni tra i due colossi.

Ma esiste anche un altro fattore che potrebbe favorire il rame. I governi di molti paesi sviluppati dovranno costruire nuove infrastrutture, cosa che la maggior parte dei paesi occidentali ha ignorato per troppo tempo. Il 2020 potrebbe essere l’anno in cui molti governi decideranno di spendere per rafforzare l’economia. Naturalmente, il rame ne trarrebbe grossi benefici.

Infine, c’è il pericolo di una mancanza di rame per soddisfare la crescente domanda. Probabilmente, alla fine del 2020 o all’inizio del 2021, i prezzi del rame rifletteranno le carenze produttive aggravate dal fatto che, come metallo industriale, non esiste un vero sostituto per il metallo rosso.

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