Oggi la spina dorsale dell’economia italiana si chiama export. E domani?

L’Italia ha storicamente ricoperto un ruolo importante nel commercio globale. Nel 2020 occupava l’8° posto nel mondo in termini di esportazioni.

Oggi la spina dorsale dell'economia italiana si chiama export. E domani?

In Italia molte persone hanno una percezione della realtà completamente distorta, anche in ambito economico. Chiunque può verificarlo chiedendo da dove derivi la gran parte della ricchezza del nostro paese. Le risposte più comuni fanno genericamente riferimento al turismo, alla moda o al settore alimentare.

In realtà, sono le esportazioni che producono, almeno fino ad oggi, la maggior quantità di ricchezza (PIL) dell’Italia. Nella contabilità nazionale, uno dei conti più importanti è proprio quello della bilancia commerciale, dove il suo saldo corrisponde alla differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni. E il saldo commerciale italiano è quasi sempre stato positivo.

Nel commercio globale l’Italia conta qualcosa

Quando si parla di commercio globale si può davvero dire che l’Italia ha un peso importante visto che, a livello globale, conta per il 2,9% delle esportazioni e il 2,4% delle importazioni (dati 2020 del Ministero degli Esteri).

Focalizzandoci sulle esportazioni, l’Italia ricopre l’8° posto in una classifica che vede predominare la Cina con il 15% dell’export mondiale. Inoltre, dal 2009 in poi, le nostre esportazioni sono cresciute costantemente (ad eccezione del 2020, anno della pandemia), costituendo un pilastro essenziale del PIL italiano. In cifre, facendo riferimento al 2021, l’export dell’Italia è stato pari a circa 516 miliardi.

I clienti (e fornitori) più importanti? Germania e Francia

Un altro tassello per capire cosa conta davvero nell’economia nazionale è conoscere quali sono i principali partner commerciali dell’Italia. Scopriamo così che, in generale, Germania e Francia sono sempre stati i nostri principali clienti e fornitori, a cui si sono aggiunti gli USA, soprattutto come destinatari dei nostri prodotti.

Infine, l’ultimo tassello che manca per comprendere le nostre esportazioni è l’esame delle tipologia di beni e servizi esportatati. L’Italia è tra i leader mondiali nella produzione di macchine per l’industria di ogni genere, medicinali, autoveicoli, prodotti chimici e prodotti metallurgici. Di fatto, l’Italia è un paese specializzato nella rilavorazione di materie prime o di semilavorati.

Se le nostre esportazioni entrano in crisi…

Con questi sintetici dati in mente, è più facile capire le dinamiche presenti e prospettiche della nostra economia. Per esempio, risultano molto più chiare le conseguenze delle sanzioni europee contro la Russia, 14° paese per importanza per le nostre esportazioni. Oppure, le conseguenze della crisi energetica che sta mettendo in ginocchio il sistema industriale della Germania, primo paese destinatario dell’export italiano, con 66,902 miliardi di euro (anno 2021).

Ecco perché molti imprenditori sono seriamente preoccupati per una possibile crisi delle nostre esportazioni. Se ciò accadesse, l’intera economia del paese comincerebbe a traballare, con effetti probabilmente drammatici sulla vita di una moltitudine di persone.

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