L’Indonesia vieterà le esportazioni di stagno e rame. E i prezzi salgono…

I prezzi dello stagno si continuano a rafforzare sulle notizie che l’Indonesia pensa di vietare le esportazioni di stagno e di rame.

L'Indonesia vieterà le esportazioni di stagno e rame. E i prezzi salgono...

Se nel mondo delle commodities esistono degli influencers, l’Indonesia è certamente tra questi. Infatti, il paese delle 17.508 isole è anche un importante esportatore di minerali e metalli, principalmente verso i paesi asiatici, tra cui Cina e Giappone.

Prima il nichel, adesso stagno e rame

Due anni fa, l’Indonesia aveva introdotto il divieto di esportazione per quanto riguarda il minerale di nichel, facendo tremare i mercato globale di questo metallo. Ora sta pensando di vietare anche le esportazioni di stagno e rame.

Il presidente indonesiano Joko Widodo ha ripetuto in diverse occasioni che il suo paese potrebbe fermare l’esportazione di bauxite il prossimo anno, di minerale di rame nel 2023 e di stagno nel 2024. Naturalmente, la notizia ha fatto crescere i prezzi dello stagno che, ieri (29 novembre), ha chiuso a 39.450 dollari per tonnellata, mettendo a segno un aumento del 6,6% mese su mese.

La strategia dell’Indonesia è di migliorare la propria bilancia commerciale e di attirare investimenti nell’industria della trasformazione delle proprie risorse. Se vietare le esportazioni di materie prime ridurrà a breve termine i ricavi da esportazioni, potrebbe però portare investimenti esteri nel settore a valle dell’estrazione, con benefici economici nel medio e lungo termine. Tutte considerazioni che hanno portato il presidente indonesiano a ribadire la scorsa settimana che l’Indonesia potrebbe fermare le esportazioni di stagno nel 2024.

Divieti che fanno arrabbiare l’Unione Europea

Gli effetti della nuova strategia indonesiana si erano già fatti sentire negli scorsi anni, suscitando l’ira dell’Unione Europea che ha presentato una denuncia all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) per il divieto di esportazione di nichel.

Nel frattempo, la statunitense Freeport-McMoRan, che gestisce l’enorme miniera indonesiana di rame di Grasberg, ha deciso di costruire una fonderia di rame nella zona orientale di Giava. La costruzione della fonderia dovrebbe concludersi entro dicembre 2023. Questo progetto, insieme a quelli di altre fonderie più piccole, consentirà all’Indonesia di avere sufficiente capacità per trasformare tutti i suoi concentrati in rame raffinato.

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