Il rame sta cominciando a finire?

Sono almeno dieci anni che alcuni analisti avvertono che il picco del rame si sta avvicinando. Il mondo sta davvero finendo il metallo rosso?

Il rame sta cominciando a finire?

Nella nuova era della pandemia di COVID-19, dopo gli enormi danni subiti dai mercati e dalle supply chain delle materie prime, c’è un dubbio che diventa sempre più insistente. Siamo arrivati al picco del rame? Siamo al punto massimo delle quantità estraibili dal pianeta? Ci sarà abbastanza metallo (o meglio minerale) nei prossimi anni per soddisfare la domanda?

Lo spettro del picco del rame

Non molto tempo fa, nel 2008, il mondo si era trovato in una drammatica recessione da cui il rame era uscito, sorprendendo tutti, con una rapida ascesa. Il merito era stato soprattutto del programma di stoccaggio della Cina, grazie al quale i prezzi del metallo rosso avevano raggiunto prezzi record. Così, nel 2011, lo spettro del un picco del rame aveva cominciato ad aleggiare sui mercati. La rapida industrializzazione cinese e la domanda alle stelle mostravano che le scorte di rame facevano fatica a soddisfare il prepotente aumento della domanda. Già allora si facevano previsioni che il picco sarebbe stato raggiunto presto, qualcuno pensava che sarebbe arrivato già nel 2020, mentre altri lo prevedevano entro il 2050.

Oggi sappiamo che non è stato il 2020 l’anno del picco, ma ci sono chiari segnali che l’offerta di metallo rosso si sta restringendo e, all’orizzonte, ci sono prezzi più alti. Inoltre, va considerato che non disponiamo di nuove tecnologie per la produzione di rame (come invece è accaduto per il petrolio con il fracking) e non ci sono alternative praticabili al rame nei suoi numerosi usi industriali.

Siamo nel mezzo di una grave crisi di offerta

Un’incombente crisi dell’offerta, esacerbata dalle interruzioni legate al coronavirus, sta spingendo nuovamente i prezzi verso l’alto. Il prezzo del rame ha raggiunto il massimo storico nel secondo trimestre del 2021, scambiando sopra i 10.700 dollari per tonnellata. Nel futuro, tutti prevedono un deficit di offerta prolungato che ha tutto il potenziale per far salire i prezzi ancora più in alto nei prossimi anni.

Mentre si prevede che la domanda di metallo rosso aumenterà, l’offerta potrebbe non tenere il passo. Per fortuna, il riciclo di rottami sarà d’aiuto ad alleviare questo squilibrio. Non per nulla, quasi tutto il rame estratto dall’uomo è ancora in circolazione, visto che il tasso di riciclo del rame è superiore a quello di qualsiasi altro metallo industriale.

Un deficit destinato a crescere

Ma la crisi di offerta che sta attraversando il settore è anche stata provocata da anni di sotto-investimenti in nuove miniere, nonostante adesso si stia lavorando per sviluppare nuovi impianti. Va ricordato che l’esplorazione e l’estrazione di rame richiedono grandi investimenti di capitale. L’ultimo grande ciclo di investimenti è stato negli anni ’70 e, oggi, le nuove scoperte sono poche e non sufficienti a compensare il calo della purezza di minerale dalle miniere più grandi e più vecchie.

Sono numerosi gli analisti che parlano di deficit sul mercato globale del rame. Per esempio, S&P Global Market Intelligence prevede che il consumo supererà la produzione fino al 2024, determinando un crescente deficit di rame raffinato e un aumento dei prezzi

Ritornando al quesito iniziale, siamo davvero vicini al picco del rame? Se è difficile sapere quanto siamo vicini, è abbastanza chiaro che ci stiamo avvicinando, anno dopo anno. In ogni caso, lo squilibrio tra domanda e offerta è un dato di fatto che non può che farci che presagire altri aumenti di prezzi.

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