L’elettrico (EV) è sostenibile? La risposta arriverà dalla Norvegia

Un viaggio a Hydrovolt, il più grande impianto di riciclo di batterie per veicoli elettrici in Europa.

Sono i trasporti la causa principale delle emissioni di CO2 in tutta Europa. Soltanto le automobili sono responsabili del 12% delle emissioni di carbonio, mentre l’intero settore dei trasporti rappresenta il 65% dell’utilizzo europeo di petrolio.

In questo contesto è nato il Green Deal europeo e l’ossessione di ridurre le emissioni del trasporto su strada, con l’obbiettivo di arrivare al 2035 con tutte le auto nuove a zero emissioni. Naturalmente, sono le auto elettriche a guidare questa transazione, con una crescita delle vendite aumentate esponenzialmente nell’ultimo decennio: da 700 unità nel 2010 a circa 550.000 unità nel 2019, con i veicoli elettrici che rappresentano l’11% delle auto di nuova immatricolazione nel 2020.

Il più grande impianto di riciclaggio di batterie per veicoli elettrici in Europa

E qui entrano in gioco le batterie, il cui ciclo è tutt’altro che sostenibile. I materiali utilizzati nella produzione delle batterie sono risorse assai limitate e le batterie stesse alla fine del ciclo di vita diventano un grosso problema. In altre parole, il riciclo delle batterie dei veicoli elettrici sarà un fattore chiave per determinare o meno la sostenibilità a lungo termine dei veicoli elettrici.

Ecco perché c’è così tanta attenzione rivolta verso Hydrovolt, il più grande impianto di riciclaggio di batterie per veicoli elettrici in Europa, situato a Fredrikstad, nel sud della Norvegia. Si tratta di una joint venture tra Northvolt, fornitore di celle per batterie sostenibili, e Hydro, la multinazionale dell’alluminio.

Il recupero della massa nera

I numeri produttivi di Hydrovolt sono abbastanza impressionanti. I suoi impianti di riciclo possono processare circa 12.000 tonnellate di pacchi batteria ogni anno (25.000 batterie per veicoli elettrici). La tecnologia all’avanguardia impiegata consente il recupero del 95% dei materiali di una batteria come rame, plastica, alluminio e massa nera, un composto contenente manganese, cobalto, nichel e litio.

In futuro Hydrovolt conta di aumentare la sua capacità di riciclo fino a circa 70.000 tonnellate di pacchi batteria all’anno entro il 2025 e 300.000 tonnellate entro il 2030. In pratica, questi numeri corrispondono a 150.000 batterie entro il 2025 e 500.000 batterie per il 2030.

Ma il fiore all’occhiello di Hydrovolt è il recupero della massa nera che si spera possa venire trasformata in materiale per batterie, alleviando la dipendenza dall’estrazione mineraria di materie prime e facendo un passo decisivo verso la sostenibilità a lungo termine delle batterie agli ioni di litio.

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