Caccia all’argento: speculazione o squilibrio tra domanda e offerta?

Molti analisti prevedono una rapida crescita dei prezzi dell’argento, mentre i premi per avere il metallo fisico stanno crescendo.

Argento: speculazione o squilibrio tra domanda e offerta?

È iniziata la caccia all’argento? Nelle prime settimane dell’anno sono circolate notizie di penuria di metallo bianco e di vendite record sui mercati internazionali.

La zecca degli Stati Uniti si è trovata a corto di monete d’argento Maple Leafs (vedi l’articolo La zecca americana ha sospeso la vendita di monete d’argento). Sul mercato internazionale, i premi per acquistare metallo fisico hanno toccato i loro massimi.

Avete mai provato a comprare monete d’argento su ebay? Le monete da 1 oncia vengono vendute anche a 65 dollari, quando il valore dell’argento è di circa 31 dollari per oncia. Anche Apple ha avuto ritardi nelle consegne di computer a causa della carenza di argento per la propria produzione.

Altrettanto preoccupante è la crescita di prezzi che molte aziende stanno praticando sul premio dell’argento. Il premio è il sovrapprezzo che viene pagato per avere argento fisico e che si aggiunge al prezzo spot che viene quotato nelle principali borse internazionali. Kitco e Ampex stanno vendendo con premi del 19% sul prezzo spot e alcune aziende meno importanti applicano premi ancora più alti.

Kitco e Ampex stanno vendendo con premi del 19% sul prezzo spot e alcune aziende meno importanti applicano premi ancora più alti

Per avere qualche riferimento, basta ricordare che nel 2010 i premi si aggiravano intorno al 7%. In quell’anno il prezzo dell’argento era di circa 27 dollari per oncia. Ma da metà 2011 i premi sono saliti al 10% con un prezzo del metallo che ha toccato anche i 50 dollari per oncia. Ad oggi i premi oscillano tra il 13% e il 20%. Forse l’aumento dei premi precorre un aumento dei prezzi spot dell’argento?

Alcuni analisti prevedono che il metallo bianco raddoppierà il proprio valore, raggiungendo i 65 dollari per oncia nel breve termine. Entro un paio d’anni prevedono che possa raggiungere e forse superare la soglia dei 100 dollari per oncia. La causa alla base di questa crescita è nella domanda in continuo aumento e nell’offerta che è in discesa.

Mentre il 95% di tutto l’oro del mondo estratto fino ad oggi è ancora disponibile, l’argento estratto viene in gran parte utilizzato e consumato dall’industria. Questo è il motivo principale della carenza fisica che provoca uno squilibrio tra domanda e offerta.

In aggiunta, come spesso avviene, è in corso un braccio di ferro tra investitori rialzisti e ribassisti. Chi vincerà? E soprattutto dove trascineranno le quotazioni del metallo bianco? Secondo molti osservatori la risposta potremmo averla proprio nel corso dell’anno che è appena cominciato.

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