Breve storia dei prezzi del bitcoin, la prima criptovaluta del mondo

In poco più di un decennio, il bitcoin è cresciuto ad un ritmo vertiginoso, arrivando al massimo storico di oltre 57.000 dollari.

Breve storia dei prezzi del bitcoin, la prima criptovaluta del mondo

Era la fine del 2008 quando vide la luce la prima valuta digitale del mondo. In poco più di un decennio, il bitcoin ha aperto la strada ad altre criptovalute e, in poco più di 13 anni, ha raggiunto il massimo storico di oltre 57.000 dollari.

La criptovaluta aveva lo scopo di rivoluzionare il sistema monetario e la prima volta di cui se ne parla è in un white paper intitolato “Bitcoin: un sistema di contanti elettronico peer-to-peer“. Scritto da una o più persone sotto il nome di Satoshi Nakamoto, il manifesto di nove pagine presenta il progetto e le basi per la creazione di una cybervaluta.

Una risposta alla crisi finanziaria del 2008

Protetto crittograficamente, il sistema di pagamento elettronico peer-to-peer è stato progettato per essere impossibile da censurare. Grazie alla tecnologia blockchain, l’affidabilità delle registrazioni era garantita e potenzialmente in grado di insidiare il monopolio delle banche e degli istituti finanziari per quanto riguarda il settore delle valute.

Quest’ultimo aspetto era particolarmente interessante visto che il mondo stava scontando gli effetti drammatici del crollo finanziario del 2008 che aveva prodotto una crisi economica globale paragonabile a quella della Grande Depressione degli anni ’30.

Da 0,0008 dollari fino a 57.000 dollari

Nel luglio 2010, il bitcoin ha iniziato a scambiare a un valore di 0,0008 dollari (8 decimillesimi di dollaro), salendo a 0,08 dollari entro la fine del mese. La criptovaluta si è poi mossa senza eccessivi scossoni fino a quando, nell’aprile 2013, ha raggiuto 250 dollari.

Grafico prezzi bitcoin 2010-2021

Ma, entro la fine del 2013, il bitcoin aveva raggiunto un nuovo massimo: 1.164 dollari. C’era ancora tanta strada da fare prima di arrivare a 57.000 dollari…

Tra il 2014 e il 2015, il valore della criptovaluta si riduce e, a ottobre 2015, tocca i 245 dollari. Ma, pochi mesi dopo, comincia una cavalcata verso l’alto che durerà per anni. Il primo gennaio 2016 comincia un sostenuto aumento dei prezzi che partendo da 433 dollari si conclude a 959 dollari a fine anno, con un aumento del valore del 121% in 12 mesi.

L’anno successivo la musica non cambia. La sempre maggiore copertura mediatica circa la nuova valuta digitale spinge i prezzi dai 1.035,24 dollari di gennaio ai 18.940,57 dollari di fine anno. Una soglia record che si è presto sbriciolata, portando il valore del bitcoin a 3.190 dollari, il suo punto più basso negli ultimi tre anni.

2020, l’anno del bitcoin come bene rifugio

E poi è arrivato il 2020, un banco di prova per le capacità della moneta digitale di resistere agli sconvolgimenti finanziari. Aperto l’anno a 6.950,56 dollari, a marzo è sprofondato (-30%) a 4.841,67 dollari. Una grossa opportunità di acquisto che ha aiutato il bitcoin a recuperare le perdite entro maggio. Un po’ come l’oro, il bitcoin ha iniziato ad affermarsi come bene rifugio per i Millennial e per la Generazione Z.

Nel proseguo dell’anno, il rally è continuato e il bitcoin ha chiuso l’anno a 29.402,64 dollari, con un aumento del 323% su base annua e del 507% rispetto al calo di marzo. In confronto, l’oro, una delle materie prime con le migliori prestazioni del 2020, ha guadagnato soltanto il 38% dal minimo di marzo a dicembre.

Ma l’ascesa è continuata anche nel 2021, fino a raggiungere i massimi di questi giorni, al di sopra dei 57.000 dollari.

Difficile negare l’enorme potenziale di questa criptovaluta, cresciuta in 13 anni da 0,0008 a 57.000 dollari. Facendo ancora il paragone con l’oro, il divario in termini di performance è impressionante. Il metallo giallo, negli ultimi 100 anni, è infatti aumentato soltanto di un 627 percento, da 283 a 2.060 dollari (agosto 2020).

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